Analisi di un gioco: quando i bambini fanno la tana

05 gennaio 2013- di

Sotto il tavolo o dietro il divano: dai 2 anni i bambini adorano rifugiarsi in un angolo segreto, magari in compagnia del peluche preferito.

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«Quando sono più grandicelli, poi, si divertono a costruire vere e proprie tane con cuscini,scatoloni e lenzuola, dove restare a leggere tranquilli il proprio giornaletto» spiega Anna Oliverio Ferraris, docente di Psicologia dello sviluppo all’Università La Sapienza di Roma e autrice, con la figlia Albertina, del libro A piedi nudi nel verde (Giunti). «È un gioco che esprime il naturale bisogno dei piccoli di avere uno spazio che li contenga e protegga. Perchè, mentre iniziano a esplorare il mondo e non sono più in simbiosi con il corpo della mamma, desiderano crearsi un caldo rifugio, uno spazio privato diverso da quello pubblico, sociale». Un po’ come noi adulti che, tra gli impegni della giornata, cerchiamo di trovare un momento tutto per noi. «Mamma e papà non devono leggere questo interesse come il segno di un’indole solitaria e asociale. È solo una pausa rigenerante, che aiuta il bambino a mettere a fuoco la propria identità» conclude l’esperta. «Poi, verso i 10-11 anni, la “tana” diventerà la sua cameretta».

Tratto da il bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna