Depressione post partum o baby blues?

06 marzo 2013
baby blues

credits: Raffaele Diomede

È vero che dopo il parto, molte donne hanno un calo dell’umore: un momento sono felici e un minuto dopo iniziano a piangere. Possono sentirsi un po’ depresse, faticano a concentrarsi, perdono l’appetito o non riescono a dormire neanche quando il bimbo riposa. Questi sintomi iniziano qualche giorno dopo e possono durare per qualche tempo. Per definire questa malinconia che normalmente è superata in pochi giorni, oggi si parla di baby blues. «La funzione di questo turbamento emotivo è quella di aiutare la donna a elaborare l’esperienza, favorire l’azione delle forze emotive che la portano a chiudersi in sé e stimolare la prolattina, l’ormone che presiede alla formazione del latte», afferma Sergio Maria Francardo, medico ed autore di Valore Alimentare.

La medicina naturale offre dei meravigliosi rimedi per aiutare la madre, dalla tisana per il latte a preparati di calcio organico, a rimedi specifici per sostenere le forze vitali e spirituali in questo passaggio, «ma aiutare significa soprattutto comprendere i veri bisogni della donna che va protetta e accompagnata in questo momento così particolare. È importante anche valorizzare insieme gli aspetti positivi, il desiderio di maternità accolto, il coraggio con cui si è affrontata la prova del parto». Il sostegno non è solo psicologico ma anche fisico e si esprime attraverso la preparazione di un cibo sano, nutriente e appetitoso.

Quando questi sintomi persistono e, a volte, si aggravano, si parla di depressione post partum, una vera e propria malattia che richiede l’aiuto di un medico. Si sono fatte diverse ipotesi sulle cause di questo disturbo, da quelle organiche (gli ormoni…) a quelle psicologiche (traumi infantili irrisolti, tensioni legate al fatto di diventare genitori, il mancato riconoscimento del proprio ruolo). Di fatto, una delle sensazioni prevalenti è quella di perdere il controllo e di non riuscire a cavarsela.