Come coltivare il talento di un figlio

Capita a tutti i genitori di fantasticare sul futuro di un bambino. Da grande farà il medico o l’avvocato? Ferma i tuoi sogni e prova a guardare cosa piace a tuo figlio. Perché se scopri quali sono le sue vere passioni puoi imparare a valorizzarle. E lo renderai felice.

 

«Esiste una sola scuola: quella del talento» diceva lo scrittore russo Vladimir Nabokov. Ed è quella delle passioni che tutti i bambini hanno dentro. Il segreto per renderli felici è lasciarli liberi di coltivarle, senza forzature o aspettative eccessive.
Spesso, però, i genitori proiettano sui figli le proprie aspirazioni. Da piccoli volevano imparare a giocare a tennis e non ci sono mai riusciti? Allora mettono subito in mano una
racchetta al piccolino: perché almeno lui possa eccellere là dove loro hanno fallito. Ma ogni bambino ha il proprio talento. È un individuo con un bagaglio di sogni e aspettative personali. Capire quali sono le sue vere inclinazioni e valorizzarle può sembrare una sfida difficile, certo. Cerchiamo di vincerla, con l’aiuto degli esperti.

Come posso riconoscere le doti naturali del mio bambino?

«Già dai 2 anni e mezzo possiamo scoprire che cosa nostro figlio ama davvero fare» dice la neuropsicologa Annamaria Roncoroni, presidente dell’Aistap, l’Associazione Italiana per lo Sviluppo del Talento e della Plusdotazione. A quest’età ci accorgiamo se c’è uno stacco rispetto ai coetanei in certi campi. È importante cogliere questi segnali subito, fin da quando mostra a mamma e papà che cosa lo incuriosisce, lo diverte e lo appassiona.

Prendiamo la musica. «Se un genitore
nota che il figlio la ascolta volentieri ed è contento, magari canta o balla seguendo il ritmo di una canzone, è intuitivo riconoscere in lui un talento» spiega l’esperta.
«Per questo motivo sarebbe bello che anche in Italia, come in Germania, Paese che vanta tanti compositori, ci fosse un’educazione alla musica. Perché se offriamo possibilità concrete di assecondare una dote naturale, è più probabile che i nostri figli siano portati a svilupparla». Tuttavia occorre fare attenzione a non esercitare pressioni.