Paure e aspettative di una mamma per il rientro a scuola

Tema: «L’inizio della scuola si avvicina. Paure e aspettative di una mamma».

credits: Gabriella Carofiglio

 

Sì, perché è vero che sarà il figlio a dover affrontare il nuovo anno scolastico, le maestre, i conflitti coi compagni… ma è altresì vero che la mamma, in un modo e nell’altro, ne sarà coinvolta.

Su di lei saranno scaricati gli umori della prole.
Soffrirà per un pizzico di un compagno.
Soffrirà per una sgridata della maestra.
Soffrirà se il pasto della mensa non era buono.
Gioirà per un complimento fatto al proprio figlio.
Esulterà per un bel voto.
Gioirà per le sue nuove amicizie.
Sarà felice se lui sarà felice.
Incoraggerà, consolerà, si arrabbierà se ce ne sarà bisogno… insomma, anche una mamma dovrà affrontare il rientro e non sarà mica facile!

Non è per egoismo. Io sono giorni che ci penso. L’estate è volata, manca meno di un mese. Inizio a immaginarmi/sognarmi come sarà questo nuovo anno scolastico. Penso a quello che potrebbe pensare la mia piccola di tre anni e mezzo, penso a come ha vissuto l’anno scorso, a quello che potrebbe accadere quest’anno. Spero di vederla sorridere, di non doverla lasciare in lacrime; spero che possano nascere amicizie al di là delle ore passate in classe (questo dipenderà anche dalla mia capacità di mettermi in gioco).

La mia bambina non sembra bramare l’inizio della scuola. Quando le chiedo se è felice al pensiero di rivedere i compagni e le maestre cambia discorso: cambia discorso alla velocità della luce oppure con nonchalance si sposta materialmente in altri luoghi – camera, marciapiede, corsia della cassa al supermercato, città! – tutto pur di eludere l’argomento. Oggi ad esempio, per attaccare bottone, mentre facevamo la spesa, abbiamo attraversato il corridoio dei grembiulini… è calata la tristezza! Ha divagato sull’argomento per poi dichiarare che non era affatto triste, ma pure San Tommaso, se avesse visto la sua faccia quando proferiva tali parole, non c’avrebbe creduto.
Insomma. Il pensiero scuola le provoca qualche scombussolamento interiore.

Quindi si può capire bene come io, mamma, sia parecchio preoccupata da quello che ci aspetta. Ma, giuro, non lo do’ a vedere. Cioè… ehm… forse dovrei smetterla con le continue domande, in attesa di sentirmi dare una qualche risposta positiva. Dovrei smetterla e godermi questi ultimi giorni senza pensieri… in relax… leggendo un libro…facendo passeggiate in bicicletta… sì…

Un’ultimissima cosa – e poi giuro che chiudo – lasciamela dire. Da mamma che si appresta a frequentare un nuovo anno scolastico, penso a tutte le volte che si ammalerà! E qui, signore e signori, parla solo e unicamente l’egoismo che è dentro di me.