A chi vuoi più bene: a mamma o a papà?

Le coccole, il latte, le ninne nanne, le pappe e i primi passi. In tutte queste tappe di crescita, la protagonista centrale della vita del bebè è la mamma. «Poi, però, il bambino (parliamo del maschio) “scopre” il suo papà. Succede verso i 3-4 anni, quando inizia il naturale distacco dalla madre» spiega Daniele Novara, pedagogista e consulente pedagogico per genitori. Un passaggio da favorire. Ecco perché e in che modo.

Alla scoperta del mondo: con il papà il piccolo gioca all’aperto, tira calci a una palla, impara ad andare in bicicletta, a cadere e a rialzarsi. Così esce dal rassicurante nido materno e si apre all’esplorazione, all’avventura, al coraggio.

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Niente gelosie materne: invece di soffrire per questo “congedo biologico” dal bambino, la mamma dovrebbe lasciare spazio al papà. Lei e il piccolo potranno ritagliarsi tanti altri momenti. 

Dallo sport ai viaggi: un pomeriggio a pescare, la partita, un fine settimana sugli sci. Verso i 10-11 anni il legame tra i maschi di casa si fa, via via, più intenso. Perché è proprio il padre ad accompagnare il figlio maschio verso la preadolescenza.

Tratto da Il Bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna