A proposito di uova e pappa

Ho una pupa atipica, per certi versi. Prendiamo le uova: è stata capace di amarle, subito ed in maniera del tutto incondizionata, cosa che non capita sovente quando nella stessa frase ci sono le parole bebè e uova.
Il primo assaggio non è stato propriamente canonico, nel senso di rispetto di regole, calendari e consigli di pediatra & co.

uova

credits: Nina Matthews Photography

Tuffato il tozzo di pane nel rosso d’uovo, cottura di tre minuti alla coque, da buon formato 8 mesi si è servita da sola.
C’eravamo super giù coi tempi un po’ meno sulla consistenza. Da allora l’uovo alla coque è continuato ad essere una gran passione.
Le uova fanno parte del gruppo di quegli alimenti che per lo più si tende a rimandare per questioni allergiche e di intolleranze, tacciato per anni come alimento troppo ricco di colesterolo e grassi, quando invece ha l’indubbio vantaggio di essere un concentrato di sali minerali, proteine, e vitamine. La sua digeribilità dipende tutto da come scegli di cucinarlo: per intenderci un uovo alla coque o sodo viene smaltito più velocemente dei maccheroncini in bianco, diventa più pesante sotto forma di frittata.
Per il bebè i primi assaggi sono da fare solo con il tuorlo verso gli 8-9 mesi (all’inizio pochi cucchiaini per capire se è ben tollerato), potrai aggiungere l’albume (più allergizzante) dopo l’anno.
Preferisci uova biologiche, provenienti da allevamenti a terra. Per sapere se è veramente fresco io seguo un vecchio consiglio della nonna bis della pupa: immergo in acqua fredda e sale, se va a fondo significa che è fresco.
La ricetta per il pupo?
Lava l’uovo, immergi in acqua e quando arriva a ebollizione lascia bollire per almeno cinque minuti. Otterrai un tuorlo sodo: di sicuro la preparazione migliore e meno rischiosa perché l’uovo è ben cotto. Introdotto una o due volte nel menu settimanale sostituisce validamente la carne, completando la pappa.
Per di più il tuorlo sodo si sbriciola con un effetto giallo canarino che è un piacere per l’occhio del tuo pupo.