Consigli e trucchetti per fargli accettare l’aerosol

È novembre: i più fortunati tra noi saranno solo al primo ciclo di aerosol di questo autunno. Noi siamo al secondo. Noi all’aerosol vogliamo bene perché ci salva spesso da trattamenti più aggressivi e di norma debella il catarro, però all’inizio è sempre una faticaccia.

Ma andiamo con ordine: mamme e papà in attesa, mettetelo nella vostra lista bambino, non c’è modo di farne a meno. Meglio se silenzioso e veloce.

La prima volta che lo userete sarà un po’ dura, la seconda volta meno. Io in questi casi ripeto sempre il mio mantra, che ho letto in un qualche libro di pedagogia e di cui mi sono fermamente convinta nel tempo: “i bambini ci vengono dietro”, si fidano dei loro genitori che sono il loro unico punto di riferimento e quindi se mamma e papà propongono una cosa, anche fastidiosa, prima o poi verrà accettata: la soluzione fisiologica nel naso, per esempio, così importante per evitare otiti e per far dormire in pace i bimbi raffreddati, dopo un po’ viene sopportata con lo sguardo tipico del martire.

Quindi prepariamo bene la postazione aerosol, magari davanti alla tv, che in questi casi può essere d’aiuto, comodamente seduti nel seggiolone o su una poltroncina. Alcuni bambini sono meno infastidita dalla mascherina e altri invece preferiscono mordicchiare il boccaglio. In questo secondo caso è importante verificare che il bambino stia respirando dalla bocca e non dal naso, cosa che si evince facilmente dal flusso del vapore in uscita: non costante ma, appunto, a ritmo di respiro.

Per distrarlo, nel frattempo, possiamo fargli vedere il suo cartone animato preferito, o leggergli un librino che gli piace particolarmente. Anche far finta di fare un po’ di aerosol e poi passarlo al bambino può rendere meno spaventosa la presenza di tutto quel vapore e rumore.

Alcuni bambini malsopportano che qualcuno tenga loro il boccaglio e preferiscono “avere il controllo” della situazione. Per questo si può provare, con molta pazienza, a fargli tenere mascherina o boccaglio, ripetendogli quanto è bravo a fare questa operazione da solo.

Un ultimo avvertimento: alcuni medicinali utilizzati per curare le affezioni alle vie aeree, provocano una certa agitazione nei bambini, per questo, se non volete ritrovarvi con un diavoletto della tasmania proprio quando è ora di andare a nanna, è meglio anticipare il più possibile l’ultimo aerosol e dargli modo di sfogarsi prima che sia ora di dormire.