I bambini e la paura del sonno: io non voglio dormire!

Da settimane gran parte delle mie ricerche online hanno un unico argomento: perché i bambini hanno paura del sonno?
Quello che sto disperatamente cercando è una risposta all’improvviso cambio di umore di Anita al momento di andare a dormire, momento che non ha mai creato problemi e che dal compimento dei due mesi è stato gestito in completa autonomia. All’inizio, terminata l’ultima poppata serale, la mettevo nella sua culla accanto al nostro letto e io mi stendevo a leggere accanto a lei. Per una ventina di minuti le leggevo un libro di fiabe poi, quando iniziava a rilassarsi, smettevo e passavo a letture più di mio gusto. La piccola ha imparato da subito a gestire da sola l’addormentamento, sapendo che la mamma era comunque vicino a lei e respirando tranquillità. Alcuni mi hanno accusato di crudeltà, altri mi hanno invidiato per non aver ceduto a manine grassocce e labbri tremolanti. Io non so se sia stato giusto o sbagliato, so che per noi è andata bene così, almeno fino a due settimane fa, fino a quando non sono iniziati i lamenti e gli io non voglio dormire!

Il sonno dei bambini

credits: Ilaria Pezzani

Cosa è cambiato nella routine della nanna? Nulla, apparentemente, ma dentro di lei qualcosa si è mosso e sta creando scompiglio. Un mese e mezzo fa abbiamo detto addio al ciuccio (uso il plurale perché il ciuccio era amato da tutti): è stato portato via dalla fatina dei ciucci che al suo posto ha lasciato un bellissimo monopattino rosa. Anita sembrava serena e la messa a letto non ha subito alcuna modifica, salvo forse qualche minuto in più per lasciare la stanza ma nulla di strano.
Da qualche giorno le cose sono notevolmente peggiorate e la messa a letto inizia come sempre alle 21 ma non finisce prima delle 23, tra pianti, urla, richieste strappalacrime e fughe dalla stanza in cerca di compagnia. A nulla servono le rassicurazioni mie e del papà, a nulla serve la rassicurante presenza della sua adorata cagnolina ai piedi del letto e a nulla è servito arrabbiarsi. L’unica cosa che funziona è restare li con lei, abbracciati nel suo letto, finché la stanchezza non ha la meglio. Cosa è successo alla mia piccolina? Credo stia elaborando, con i suoi tempi, i tanti cambiamenti che ci sono stati negli ultimi mesi: l’ingresso alla materna e l’abbandono del ciuccio sono per i bambini i primi passi nel mondo dei più grandi, le prime sfide importanti che si trovano ad affrontare, i primi dolori realmente avvertiti e vissuti.

Mamma non ho sonno

credits: Neticola

Noi genitori spesso commettiamo l’errore di sottolineare ai nostri figli quanto una determinata cosa li faccia diventare grandi, creando in loro sentimenti contrastanti: ultimamente Anita passa il suo tempo nell’indecisione tra il sono piccola e il sono grande, confondendo le due cose, spesso abbinando le due espressioni in modo contrario (fa una cosa da grande dicendosi che è piccola e viceversa).
Il nostro errore è stato quello di non darle maggiore sicurezza dopo l’abbandono del ciuccio: dopo i primi due giorni di euforia, abbiamo sminuito la cosa, a volte ridicolizzando l’oggetto del suo amore. In questo modo, mi rendo conto solo ora che lo scrivo, non l’abbiamo rispettata e lei è regredita sviluppando la paura del sonno che, come sappiamo, per i bambini equivale al distacco dai genitori e dal mondo conosciuto. il buon sonnoCosa faremo da questa sera? Non le ricorderemo più a intervalli di mezz’ora che l’ora della nanna si avvicina, lasciando lei libera di chiedere e non creandole ansie inutili. Le concederemo di essere ancora piccola, come in realtà è, e le dirò che se lo desidera potrà essere un po’ cullata, come la sua nonna ha fatto con me e come io, per fretta, per necessità di indipendenza o per paura di dipendenza, non ho fatto abbastanza con lei.

Le cose miglioreranno? Si accettano consigli!