Ha paura dell’acqua: perché e cosa fare

Nonostante l’acqua sia l’elemento naturale per i bambini e abbiano vissuto 9 mesi immersi nel liquido amniotico, sono moltissimi i bambini che hanno paura dell’acqua.

paura dell'acqua

credits: McStone

Il perché è molto semplice: l’acqua rappresenta per molti  una dimensione a sé in cui le normali azioni come camminare o muovere qualche arto, vengono completamente stravolte dalla necessità di nuotare.

 

 

Cosa fare per stroncare sul nascere la paura dell’acqua?

Il più delle volte i responsabili della nascita di questa paura sono i genitori che trasmettono a loro volta la propria paura che immergendo il piccolo completamente nell’acqua possa sfuggirci e andare sott’acqua.
Dovresti sapere invece che i neonati se posizionati erroneamente con la testolina in acqua chiudono immediatamente la bocca e bloccano la respirazione.
Il momento del bagnetto serale ti viene in aiuto: deve essere molto rassicurante.
Un ambiente caldo, calmo e soprattutto sereno, in questo modo l’acqua può essere lasciata scorrere delicatamente sul volto del piccolo durante le operazioni di pulizia, insomma favorendo una naturale continuità nella confidenza con l’elemento liquido.
Durante il bagnetto, non pulire il visino in fretta, credendo che un po’ d’acqua negli occhi o nel naso causi fastidio al piccolo. Il bambino nei primi mesi non si accorge nemmeno di tutte queste precauzioni;  quando invece, sarà più grandicello, inizierà ad avere una maggiore consapevolezza e l’acqua sarà ormai un elemento con il quale non ha più confidenza e che rappresenta una possibile fonte di pericoli.
Ecco perché non vuole entrare nel mare o in piscina e ha perfino paura dell’acqua sul viso quando gli vengono lavati il faccino o i capelli.

I corsi di acquaticità neonatale tenuti dalle piscine specializzate possono rivelarsi fondamentali per non far perdere al bambino l’iniziale confidenza con l’acqua; i bambini a sei mesi hanno il riflesso del nuoto naturale e se, senza nessun supporto, chiudono la bocca e si lasciano galleggiare.

In ogni caso, non obbligarlo ad avere il contatto con l’acqua se ne ha paura.
La paura dell’acqua è destinata a scomparire spontaneamente, con il passare del tempo ma, nell’immediato può essere utile aiutarlo a superarla proponendo di lavarsi da solo il viso, anche con poche gocce d’acqua: il bambino si sentirà grande e responsabilizzato, ma soprattutto capirà che l’acqua è un elemento che può gestire autonomamente e di cui non ha senso avere paura.
Evita la doccia, piuttosto lascia un recipiente con dell’acqua calda in terra, chiedendo al bambino di immergere i suoi piedini se lo desidera per poi passare le salviettine umide anche su piedi e corpo ma va sempre preparato il recipiente dell’acqua anche se non lo userà. Sarà il piccolo che dovrà trovare il coraggio di immergere i piedi o le mani.
La prima volta che lo farà deve essere premiato e lodato per il suo coraggio, il premio dovrà essere commisurato a quanto si bagnerà.