Che temperamento ha il tuo bambino?

Tra i vari aspetti misteriosi dell’uomo, quello dei temperamenti è forse uno dei più affascinanti e meritevole di essere riconosciuto. La dottrina dei temperamenti, cioè la proporzionata mescolanza dei fluidi corporei e le manifestazioni dell’animo a essa collegate, è stata tramandata dalle antiche medicine attraverso l’opera di Ippocrate (V sec. a.C.).

temperamento

credits: Arwen Abendstern

In tempi moderni essa ha perso sempre più significato, al punto da non essere più considerata né dal punto di vista diagnostico né da quello terapeutico. I temperamenti, invece, offrono lo spunto per importanti osservazioni di carattere antropologico, applicabili sia in medicina che in pedagogia, come avviene nella scuola Waldorf, che si basa anche sull’osservazione dei quattro temperamenti e di come si esprimono in ciascun bambino per agire in modo positivo sulla sua individualità. «Nell’infanzia i fattori costituzionali sono in qualche misura ancora modificabili», afferma Sabino Pavone, autore di Valore Alimentare e insegnante da molti anni nelle scuole steineriane Waldorf.
In questo segmento biografico esistono buone possibilità di intervenire con provvedimenti pedagogico-alimentari mirati ad aiutare il bambino a usare al meglio le sue capacità e a equilibrare,
temperare le tendenze in eccesso.
Ma come facciamo a decifrare il temperamento “prevalente” nel singolo bambino?
La modalità con cui i 4 elementi (solido, liquido, gassoso, insieme al calore) interagiscono ha anche un effetto significativo nel mondo del sentire. Se in una costituzione predomina l’elemento solido, l’animo si fa triste (
melanconico), se invece è più attiva la parte aerea, l’animo si dispone alla gioia e all’ilarità (sanguinico). Se è la componente liquida ad avere una prevalenza, l’animo è soggetto all’apatica lentezza (flemmatico). Se è l’eccessivo calore (il fuoco dell’Io) a dominare la scena, lo stato d’animo è volitivo (collerico).
«Un ulteriore aspetto interessante è che lo stato d’animo generato dalla prevalenza temperamentale influenza l’attività percettiva che consente al mondo di penetrare le porte dei sensi nella nostra interiorità, rafforzando o comunque, modificando la percezione di suoni, colori, odori e sentimenti di piacere e dispiacere» conclude Pavone.