Ipoacusia: come capire se non ci sente bene

Le stime dicono che in Italia sono almeno 100.000 i bambini colpiti da ipoacusia, cioè la riduzione delle capacità uditive.

Le cause? Da un banale tappo di cerume all’otite, fino alla sordità. Enrico Brenna, otorino e audiologo, ci dice come capire per tempo se c’è un problema.

ipoacusia

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Alla nascita

Quando il bebè è tranquillo, dopo la pappa o quando si sta appisolando, si può provare a fare un rumore improvviso (per esempio un fischio). Se il piccolo sente bene, reagisce sbattendo le palpebre o muovendo la testa.

Dai 3 mesi a 1 anno

Occhio al pianto del bambino: deve essere continuo, forte e armonico. Se è fatto di versi piccoli e intermittenti, è utile sottoporlo a un’audiometria, l’esame (indolore) che registra le reazioni ai suoni.

Da 1 a 2 anni

Occorre lo specialista anche nel caso il bambino non risponda quando gli si parla, ha ritardi nel linguaggio e fa spesso strani versi.

Dai 3 anni in su

È distratto, spesso assente, risponde in ritardo? Sarà l’otorino a stabilire se la colpa è di un banale tappo di cerume oppure se c’è un problema di otite.
Alessandro Pellizzari

Tratto da Il Bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna