Educare i bambini all’ascolto della musica

04 febbraio 2013- di

La musica è una compagna fantastica, di quelle che accompagneranno i nostri figli per tutta la vita (almeno si spera). E i bambini che ascoltano musica iniziano a parlare prima.
In ogni caso è stato detto e scritto di tutto riguardo a questo e, pur non essendo, io e mia, degli ultrà della stimolazione sensoriale intrauterina, ricordo che durante le gravidanze, di tanto in tanto, avvicinavamo una cuffia al pancione per sensibilizzare il bambino a De Andrè, i Dire Straits e Mozart. In ogni caso male non poteva fare.

credits: Gaetano Buson

Così anche dopo, siamo sempre stati piuttosto restii a cedere all’idea che ai bimbi piacciano le canzoni de Lo Zecchino d’Oro o le filastrocche. O meglio, per piacere piacciono; non piacciono solo quelle, ecco! E, dico la verità, i brani sono tutto fuorché banali e, in un paio di dischi che ho a casa, nei credits sono citati alcuni dei più quotati musicisti italiani in circolazione.
Però, diciamolo, siccome due genitori sani di mente sono piuttosto importanti, l’esposizione intensiva a musica per bambini nelle poche ore che si passano assieme ai figli, alla lunga può avere effetti devastanti sulla vostra psiche.

C’è poi il problema della coazione a ripetere: i bimbi di 1-3 anni (voglia il cielo che non duri molto di più), fosse per loro, ascolterebbero all’infinito sempre lo stesso brano, guarderebbero sempre lo stesso film, di chiederebbero di fare centinaia di volte di seguito quella capriola che li diverte tanto.

Consigli utili

Per cui ecco alcuni pratici consigli su come far apprezzare ai bambini anche un po’ di musica d’autore.

Ninna nanna: non c’è strumento più efficace, una qualsiasi canzone dolce, quando sono piccolini, entra nel cuore dei bimbi come in quello dei grandi. Non porti limiti nella tua playlist anche se, in coscienza, ti sconsiglierei di cimentarvi con i Black Sabbath.

Metodo Google: ci sono delle parole che colpiscono sempre nel segno, alcuni esempi? Mamma, papà, fratelli, il loro nome, il nome di qualcuno conosciuto. Per cui ampio spazio a Mamma mia degli Abba, Fratelli d’Italia (oh, durante gli Europei nelle piazze con maxischermo facevamo un figurone) eccetera. Verso i 3 anni anche l’immaginazione fa la sua parte e alcune parole sconosciute vengono associate a quelle preferite. Mia figlia ad esempio è convinta che l’incipit della canzone liturgica (cantiamo in un coro) «In Principio era il Verbo» sia «Il Principe e l’Albergo» facendo balzare il brano nella top ten delle preferenze.

Ascolto in auto: le canzoni ascoltate in auto hanno un fascino particolare a tutte le età. Qualsiasi cosa tu faccia ascoltare ai bimbi durante un viaggio in auto rimarrà sicuramente tra le loro preferite. Io, ad esempio, non ho ancora detto che i brani possono essere riascoltati e loro si sono abituati ad ascoltare l’intero cd.

Più difficile l’uso dello stereo di casa. L’ultima volta che ci sono arrivati vicini l’hanno acceso per ballare. Si sono lanciati in una danza scatenata (Zecchino D’Oro, by the way) alzando a tal punto il volume che per poco non sono usciti i coni dalle casse…
Ma, anche se con qualche piccolo inconveniente, non dubitare, tutto questo rimarrà loro dentro, se non come ricordo consapevole, sicuramente come sensibilità e passione.