Il motivo del pianto del bambino

Il pianto del bambino serve sempre e comunque a richiamare l’attenzione dei genitori e quindi a comunicare con loro.
Lo spiega anche  il pediatra Laurel Schultz in un’intervista alla rivista medica americana WebMD: «Il pianto attira l’attenzione dei genitori. Soprattutto se il volume è alto, l’efficacia del pianto è sicura perché il genitore non può fare a meno di ascoltare». Non parliamo del pianto del neonato o del lattante che è un istinto comunicativo ma del pianto del bambino più grandicello. Spesso i genitori ne hanno la piena responsabilità. Perché?

pianto del bambino

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La pediatra americana lo spiega bene: «prendi un bambino e fagli chiedere qualcosa a mamma o papà in modo gentile e educato. Se il genitore, magari perché sta pensando ad altro o sta lavorando, non risponderà alla sua richiesta né la prima né la seconda volta, il bambino proverà ad alzare il volume».
Se il bambino è piccolo, inizierà a strillare forte per attirare l’attenzione del genitore e distoglierlo da quello che sta facendo. Il bambino più grandicello invece, avendo più autocontrollo, probabilmente inizierà a piangere e a lamentarsi.

La risposta è una: i genitori devono dare subito attenzione ai bambini per evitare capricci e pianti incontrollabili. Laurel Schultz consiglia proprio questo ai genitori, cioè di non aspettare che i bambini arrivino alla fase di stress prima di dargli attenzione: È importante rispondere subito alla richiesta, se è possibile. E se ciò non è possibile perché sei al telefono o nel mezzo di una conversazione, cerca comunque un contatto con gli occhi di tuo figlio e alza un dito, così il bambino saprà che tra un minuto avrà la tua attenzione. Poi dai al bambino l’attenzione che richiede il prima possibile».

«Se sei già nel mezzo di un capriccio o di un pianto da richiesta ignorata, fai un respiro profondo e ricordati che il bambino non ha intenzione di essere irritante – aggiunge Becky Bailey, educatrice e psicologa dello sviluppo – il bambino, come si è detto anche sopra, sta chiedendo aiuto».

I genitori dovrebbero rispondere alla sua richiesta e poi fornire al bambino un modello di comportamento. Per esempio, potresti dire dolcemente al bambino «invece di piangere, spiegami che cosa vuoi” e poi suggerire “Per favore, mamma mi dai il latte?» È importante insegnare al bambino anche la frase giusta e il tono giusto.

Spesso il pianto del bambino è un segnale, il segnale che è tempo di riconnettersi con tuo figlio.