Il suo primo taglio di capelli

Un ciuffo qua e là, la frangetta troppo lunga, i boccoli un po’ pesanti. È il momento di prendere le forbici e dare una regolata ai capelli dei più piccoli. Che, spesso, mettono il broncio. Qui le domande per venirne fuori a “testa alta”

Il primo taglio è una tappa importante. Per te, perché è uno dei segnali che il tuo bambino
sta crescendo. Per lui, perché non sempre l’esperienza dal parrucchiere (o dal barbiere) è piacevole. Mettiti nei suoi panni: trovarsi in un ambiente che non conosce, magari avvolto in una mantellina di plastica con uno sconosciuto che gli gira intorno, portando via ciocche e ricci… Ma rassicurarlo si può, come racconta Piero Richiusa, del salone Il mondo di Mapy’s a Prato, dedicato interamente ai bambini.

Quando la prima sforbiciata?

«Non c’è un’età precisa: qualche ciocca può essere spuntata già a 7 mesi, mentre il primo taglio vero e proprio in genere si fa intorno a 12-18 mesi».

Ma è vero che poi i capelli ricresceranno diversi?

Non è affatto così. A questa età la cheratina, la principale componente del capello, non è del tutto formata. Questo significa che la capigliatura non ha ancora il suo aspetto definitivo. Se al piccolo si tagliano i riccioli e poi i fusti ricrescono più lisci, la colpa non è del taglio, ma del fatto che i capelli stanno cambiando. Trasformazioni che si ripeteranno anche più avanti!».

Che cosa vuol dire?

«Il primo cambiamento avviene intorno all’anno e mezzo-2, ovvero quando i capelli da bebè, che assomigliano a soffici piumette, diventano più simili a quelli dei grandi. Via via si fanno più robusti e si avvicinano alla loro forma definitiva. Ma ci vuole tempo: si dice che ogni 6 anni, fino all’adolescenza, i capelli possano cambiare struttura: da lisci a ricci, da mossi a crespi, da biondi a scuri…

Perché il primo taglio è così importante?

«Perché, se è una brutta esperienza, ci vorrà tempo prima di riuscire a convincere il bambino a tornare dal parrucchiere senza che protesti o strilli».

Si può preparare in qualche modo il piccolo?

«Certo, la mamma può raccontare che andranno in un posto dove lo faranno diventare più bello. E prima, magari, giocare al parrucchiere, fingendo di spuntare le ciocche con le dita, usando un phon giocattolo. E via la parola “tagliare”: non è mai piacevole!».

Cos’ha di diverso un salone dedicato ai bambini?

«L’ambiente dovrebbe assomigliare di più a una stanza piena di giocattoli, colorata e divertente. E il personale preparato per capire le esigenze dei piccoli. Per esempio, da noi i bambini non vengono
mai trattenuti. È un errore, soprattutto le prime volte, costringerli a stare seduti o, peggio, tenergli ferma la testa. Se capita che si alzino, noi li seguiamo e ci divertiamo a continuare il taglio anche se si spostano. Se poi li distraiamo con le bolle di sapone, il gioco è fatto».

E i grandi come dovrebbero comportarsi?

«Niente ansia, perché non facilita le cose: la tensione si trasmette al piccolo. A volte è addirittura meglio che le mamme si allontanino un po’, così da essere tutti più liberi». È una buona idea partire con shampoo e taglio? «No, è chiedere troppo! I primi tagli devono essere veloci, fatti a capelli asciutti. Poi sarà il bambino a chiedere di lavarsi anche la testa, come vede fare ai più grandi».

Un consiglio alle mamme che osano da sole il primo taglio?

«Se il piccolo ha meno di 1 anno e qualche ciuffo da spuntare, basterà sollevare le ciocche con un pettinino e dare piccoli colpi con le forbici arrotondate. Si potrà lasciare il bambino sul fasciatoio o scegliere un momento tranquillo, per esempio dopo la pappa».

Tratto da Il Bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna