Quando i giocattoli connotano i ruoli

Poi succede che entro in un negozio di giocattoli e mi viene il nervoso.
Lì a fare bella mostra di sé, in rosa e bianco e lilla e glitter, uno stuolo di giochi da bambina a connotarne subito un ruolo: ferro da stiro, aspirapolvere, forno, scopa e spazzettone, vedi mai che una bambina voglia poter desiderare fare il falegname.
Mi giro al reparto maschile e lì invece trapani, pinze, cacciaviti, martelli, vedi mai che un bambino possa imparare a fare due mestieri in casa.

credits: mondopanno

Come mamma di una bambina che mi ha chiesto il kit del carpentiere e di un bambino che ha giocato per mesi con il passeggino e la bambola che la sorella non prendeva in considerazione neanche da lontano mi sono sempre chiesta perché.

Che negli ’60 fosse normale l’evoluzione di una donna in casalinga e di un uomo in lavoratore di fatica faceva parte della cultura di quel periodo. Ma siamo nel 2014 e i negozi di giocattoli stanno ancora fermi là. Con le mini-casalinghe e i mini-lavoratori.

Negli anni ’60 forse (e ancora per poco) la mamma era l’angelo del focolare. Ma ora?
Siamo tutte fuori casa a lavorare, dopo aver studiato come gli uomini, ci arrabattiamo a organizzare casa-vita-famiglia-figli, e i ruoli non sono più così separati, capita – grazie al cielo – che lui cucini, come capita che stiri, come capita che a tornare tardi per una riunione di lavoro sia lei.