Se l’autunno fosse un uomo

Vi presento quest’uomo: il signor Autunno. Da una prima descrizione della nana, è venuto fuori che l’autunno è un uomo. Poi ha ritrattato e se n’è uscita con la storia dell’albero spoglio – lei ha detto nudo – che perde foglie… banale. Io mi sono affezionata alla versione «umana»: Autunno, un uomo non troppo grande, non troppo magro. Un uomo che in questo periodo soffre di caduta dei capelli, come tutti noi comuni mortali. Questo suo personalissimo problema è causa di angosce e disperazione.

Sì, meglio personificarlo, ‘sto autunno.

Autunno

credits: Gabriella Carofiglio

Per come vanno ora le cose (non c’è più la mezza stagione, era meglio quando si stava peggio, ecc) il nostro amico cambierà spesso abbigliamento, uscirà con il piumino e tornerà sudato; porterà l’ombrello con sé e troverà un sole che spacca le pietre. Se ne andrà sulla spiaggia per una tiepida passeggiata e tornerà bagnato fradicio, perché questa volta l’ombrello se lo sarà dimenticato, accanto alle calosce.