L’amico per la pelle? È l’altra parte di sé

Tutti i bambini hanno un loro girotondo segreto. E lo fanno solo in due, soltanto con l’amico del cuore. Che non è il fratellino, la sorellina, il cuginetto. È un compagno che ha qualcosa in comune con loro o qualcosa che a loro manca.

Il bimbo (o la bimba) leader sceglie il tipo altrettanto intraprendente e dinamico con il quale sfondare il mondo, oppure lega con un carattere timido e introverso per sviluppare in quel rapporto la parte più nascosta di sé. Un’attrazione delle diversità. Un completamento di se stessi.

È così, che fin da piccoli, si diventa amici per la pelle. In quel girotondo i bambini riversano sogni, paure, rabbia, fantasie che non confesserebbero a nessun altro.

E, rinforzati dall’amicizia, escono dal nido della famiglia e camminano insieme, con più leggerezza, nel grande mondo della socializzazione. È un legame speciale che non impedisce di giocare con gli altri compagni, ma compensa la solitudine del figlio unico, consola dei conflitti con i fratelli e le sorelle, sviluppa il senso di fratellanza che, magari, in famiglia non nasce per questioni di gelosia. Fiorisce anche fra bambini di sesso diverso.

Ma attenzione: è troppo facile definirli “fidanzatini!”. Questo è un sodalizio importante che si rinnova negli anni, a scuola soprattutto: «Ci vado contento perché lì c’è il mio amico o la mia amica». Genitori, nonni, insegnanti devono averne rispetto e non cercare di separare i due bambini dicendo: «Bisogna essere amici di tutti».

Certo i due non devono costituire un mondo isolato, ma i grandi devono tenere conto che questi sono sentimenti indispensabili per crescere. Anche quando l’amico del cuore (o la sua famiglia) non piace ai genitori perché potrebbe avere influenze burrascose sui figli. In realtà se un figlio sceglie quel bambino, e non un altro, è perché l’altro esprime una parte di sé. Punto che aiuta i genitori a capire meglio il proprio bimbo.

Tratto da Il Bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna