E adesso scattano le parolacce

Sì, hai sentito bene. Tuo figlio ha appena detto una parolaccia. E ora? «Niente panico: normale» risponde Manuela Trinci, psicologa e psicoterapeuta. «A 2 anni i bambini usano il “no” per provocare e mettere in difficoltà i grandi, verso i 5 anni lo sostituiscono con una brutta parola». Ecco, allora, come comportarsi con la piccola peste.«Dare il buon esempio è sempre la soluzione migliore, ma occorre anche spiegare che alcune uscite possono offendere le persone che ci stanno intorno» consiglia l’esperta. «Soprattutto è importante stimolare i piccoli a esprimere con le parole le emozioni come rabbia, frustrazione, delusione». Se loro si abituano a usare un linguaggio ricco di espressioni e sfumature è meno probabile che ricorrano agli improperi per comunicare che qualcosa non va.

«Mai scherzarci su. Ma neppure arrabbiarsi e punire: la parolaccia è una “malattia esantematica” che passa da sola» conclude la psicologa. «Per sdrammatizzare, poi, può essere molto utile la lettura del divertentissimo Il libro delle parolacce di Roberto Piumini».

Tratto da Il Bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna