Bimbi piccoli e discussioni tra genitori

Quanto le discussioni animate tra i genitori, magari dai toni duri, possono incidere sulla formazione del carattere di un bambino piccolo che vi assiste?

Tra i temi che alimentano il senso di colpa dei genitori quello del conflitto è molto sentito e inevitabilmente agito.
Senza pensare ai casi più estremi di conflitti in contesti di separazioni giudiziali o di coinvolgimenti fisici, in qualunque coppia e conseguentemente in qualunque famiglia, può entrare in scena il conflitto: ciò è naturale e a nulla servirebbero gli sforzi per evitarlo.

Farlo sarebbe un po’come voler togliere il lupo dalla fiaba di cappuccetto rosso!
Eppure a ciò alcuni genitori tendono, e nell’amorevole tentativo di mostrare a loro figlio un mondo più “buono”, rischiano di privarlo di un esperienza di senso estremamente umana.

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Evitare le discussioni con il proprio partner rischia di mostrare al bambino qualcosa d’altro da sé stessi: la conseguenza è che i figli colgano la forzatura e imparino a loro volta a “gestire” con delle maschere le relazioni e i possibili conflitti, invece di lasciarsi andare esprimendo i propri stati d’animo e il proprio pensiero in modo autentico, anche quando ciò confligge con le aspettative dell’ambiente che li circonda.

I bambini sono sintonizzati con i loro genitori su un registro emotivo molto profondo e sono in grado di cogliere ogni sfumatura del loro stato d’animo a dispetto di ciò che si voglia comunicare loro. Di conseguenza, anche quando a voi non sembra, un bambino può cogliere qualcosa il cui impatto a livello psicologico può essere tanto negativo quanto lui non sia in grado di comprendere il senso nel contesto.

Dopo un litigio, appena riacquistata la capacità riflessiva necessaria, non abbiate paura a svelarvi, parlate con vostro figlio spiegandogli, con parole che possa capire, i vostri caratteri, che a volte possono scontrarsi, ma rassicurandolo sul vostro amore di coppia e sulla vostra presenza.
Potrete così testimoniare l’ambivalenza verso un oggetto d’amore, ovvero il fatto che proprio chi conta per noi molto è al centro di tante passioni e può essere amato e odiato ma non per questo distrutto.
Ciò aiuterà il bambino anche a tollerare i conflitti che occupano il proprio mondo interno e a non temere emozioni meno gradevoli, come la rabbia che può provare verso la mamma per esempio di fronte a un divieto o ad una frustrazione.

Non stancatevi poi mai di sottolineare come lui non centri nel conflitto degli adulti – i bambini hanno un’innata capacità di sentirsi al centro della vita familiare nel bene e nel male, è importante alleviarli dal senso di responsabilità che potrebbe spingerli a cercare un rimedio che non spetta a lui trovare.

Una buona gestione del conflitto nella coppia, può dunque trasformarsi in un’occasione di crescita: permetterà al bambino di capire per esempio che la rabbia, la delusione e tutti quei sentimenti che si celano dietro al conflitto, si possono esprimere, contenere e infine elaborare senza perdere quella base sicura data dal legame profondo con l’altro.

Una cosa che non mi stanco mai di ricordare infine, riguarda il senso di colpa che si cela dietro a questo come ad altri temi (la nascita di un fratellino, la ripresa del lavoro per le mamme…) e coinvolge la maggior parte dei genitori che tendono all’ideale, divenendone punto di grande fragilità e di sofferenza nel confronto con la realtà e con i suoi limiti: non esistono genitori perfetti, anzi, è proprio nell’imperfezione del carattere dei propri genitori che i figli articolano la loro individualità.