Insegnare le buone maniere

In questo mondo sempre più frenetico e sgarbato, le buone maniere sembrano fuori moda.
«Non è vero», dice Lucia Rizzi, la tata più famosa d’Italia. «Insegnarle ai bambini è facile». Ma, più che con le regole, si imparano con il cuore.

Quando i miei figli avevano 2 e 4 anni pensavo che fossero abbastanza beneducati. Finché non ho invitato a cena mia nonna, una donna all’antica, molto attenta al “decoro”. A quel punto ho visto le cose in modo diverso.

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La grande sedeva scomposta e, con la forchetta nella mano destra, prendeva il cibo con la sinistra. Il piccolo interrompeva di continuo la conversazione. Era giunto il momento di insegnare loro un po’ di etichetta! «In realtà le buone maniere non richiedono lezioni extra. Sono la conseguenza naturale di un’educazione basata sul rispetto e la responsabilità», spiega Lucia Rizzi, protagonista della trasmissione tivù Sos Tata (in onda su La7) e autrice del libro fresco di stampa Fate famiglia! (Rizzoli, 16,90 euro) ricco di consigli utili per creare in casa quel clima positivo che è alla base di una crescita serena. «Serve l’impegno di tutti per vivere in un luogo accogliente, curato. Dove ciascuno possa coltivare la naturale aspirazione al bello propria dell’essere umano», spiega Lucia Rizzi. 

«Così dire “grazie” o chiedere “per favore”, invece che vuoti rituali, sono l’espressione del rispetto che si ha per gli altri». E, allora, anche se i miei bambini, ormai, sono alle elementari, con l’aiuto della tata più famosa d’Italia ho scoperto che non è troppo tardi e, soprattutto, che l’etichetta si insegna a partire dal cuore. Ecco perché.