Figli unici, figli single, figli con fratelli

Leggende metropolitane mi hanno riferito che i figli unici sono tristi, sono viziati, sono mammoni, sono attaccati alle proprie cose. La maestra di Marta l’anno scorso mi disse, riferendosi alla mia bimba di anni 2 e ½ , «Signora, è normale che sia possessiva con i giocattoli. La bambina non ha fratelli». Dopo un primo momento di sconforto, ho ripensato alla mia infanzia e a quella degli amichetti di Marta fratello-muniti. C’era qualcosa che non mi tornava, perché questo attaccamento lo scorgevo anche in chi non era solo.

Io ho due sorelle. Quando ero piccola, nei momenti critici, sognavo di essere figlia unica. Volevo una stanza tutta per me (l’ho avuta intorno ai 20 anni) e non sentirmi responsabile per le altre due (sono la più grande). Volevo l’esclusiva sui giochi, sulle amiche, sui vestiti; questo succedeva nei momenti critici. Per un certo periodo i parenti ci hanno regalato gli stessi giocattoli, per evitare che litigassimo. E non avevamo certo 2 anni e ½, ma poco di più.

Poi siamo cresciute: abbiamo cominciato a scambiarci le cose: giochi, vestiti, accessori. Avevamo le stesse taglie per cui, cosa c’è di più bello che attingere al guardaroba dell’altra, senza dover spendere troppi soldi? Che gioia…sì, certo…mia madre ci ripeteva sempre che avrebbe tanto voluto avere una sorella anche per questo motivo: condividere tutto col sorriso sulle labbra. Da noi non funzionava proprio così; diciamo che spesso dovevamo litigare, gridare, contrattare, scendere a compromessi (del tipo che ci si divideva i giorni della settimana per l’utilizzo di un certo paio di scarpe acquistato in società), pagare tangenti, tutto questo per ottenere quella cosa dell’altra che tanto attirava la nostra attenzione.