Analisi di un gioco: il telefono senza fili

Prendete una corda e due lattine vuote in cui urlare dentro, oppure mettete i bambini uno in fila all’altro, scandite una parola nell’orecchio del primo et voilà, ecco il “telefono senza fili”: il gioco immortale del passaparola. «Per i bambini è un vero spasso» dice Giulia Bigelli, animatrice e titolare di Festa insieme, un’agenzia specializzata in eventi e feste per bambini. «Ridono quando fraintendono e alla fine del giro le parole escono stravolte».

Ma, oltre a essere divertente è facilissimo da fare ovunque, in qualsiasi momento e con bambini di diverse età, «il telefono senza fili ha anche una componente educativa» spiega l’animatrice. «Perché stimola l’ascolto attivo e l’attenzione. Inoltre, è un gioco di condivisione in cui tutto il gruppo si deve impegnare». Di solito si inizia verso i 4-5 anni. «Però nulla vieta di farlo con i ragazzini di 8 anni, o più grandicelli, dove scatta la competizione» prosegue l’esperta. «Con loro si possono formare delle squadre e rendere il gioco più difficile. Per esempio, costringendo l’ultimo della fila a correre e fare canestro prima di poter dire la parola».

Tratto da Il Bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna