Gratitudine: 5 modi per coltivarla nei bambini

Prendete un bambino tra i 9 e i 13 anni e chiedetegli di fare una lista di 5 cose per le quali si sentono grati ogni giorno per due settimane. All’inizio sarà un incubo: scoprirete che i bambini di oggi hanno serie difficoltà a capire anche solo quello che gli state chiedendo. Gratitudine? E per cosa… risponderanno. Forse non ci hanno mai neanche pensato che potrebbero essere grati a qualcuno.

gratitudine

credits: Lotus Carroll

La gratitudine è un muscolo e bisogna imparare a usarlo e allenarlo tutti i giorni, almeno all’inizio. Uno studio dell’autorevole Journal of School Psychology mostra infatti che nel corso una ricerca che ha coinvolto più di 100 scuole elementari in America, i bambini che erano stati sottoposti a questo compito a casa mostravano evidenti segni della costruzione di una certa consapevolezza nei confronti del tema gratitudine. Avevano imparato a dire grazie, a chiedere ai genitori se avevano bisogno di aiuto a sparecchiare e avevano manifestato segni di interesse nei confronti del nonno malato o del fratellino più piccolo. Non solo, avevano anche manifestato una migliore predisposizione al buonumore, al senso dell’umorismo e alla capacità di regolare verso il positivo i propri stati d’animo.

Il circolo virtuoso si instaura facilmente se attivato dalle giuste mosse. Ecco 5 modi per permettere ai vostri figli di praticare la gentilezza disinteressata, il rispetto del prossimo e la gratitudine nei confronti di ciò che hanno, che sono e che possono dare a se stessi e agli altri.

1. Dare il buon esempio, è fondamentale che ogni genitore si chieda se egli per primo prova gratitudine e se è in grado di agire da autentico modello per i suoi figli.

2. È dimostrato che il materialismo spinto abbia effetti opposti a quelli derivanti dalla gratitudine, ovvero depressione, tristezza e insoddisfazione. Evitare di compiere acquisti compulsivi insieme ai propri figli (anche e soprattutto online) del tipo: ti compro questa cosa cosi la smetti di lamentarti e forse sarai più felice.

3. Una piccola azione al giorno può essere molto più potente di un intero lavaggio del cervello. Ringraziatevi più spesso tra adulti per aver cucinato, fatto i letti o accompagnato i bambini a scuola. O ringraziate ad alta voce lo spazzino che sta pulendo il marciapiede della vostra strada proprio mentre voi uscite di casa. Fatelo davanti ai bambini perché sia chiaro che ringraziare è un gesto mai scontato, che procura motivazione e apprezzamento in chi lo riceve e avvicina le persone perché contiene un atto simbolicamente molto eloquente: l’amore, la cura e la considerazione per il prossimo.

4. Create delle routine di collaborazione in casa fin da quando sono piccoli. Lasciate che i bambini possano partecipare ai lavori domestici secondo le loro competenze e inclinazioni magari incoraggiandoli con qualche ricompensa simbolica senza cadere nella trappola del premio. Se è difficile innescare questa sana abitudine iniziate aiutandoli in prima persona, per poi declinare gradatamente a loro l’incarico.

5. Non perdete l’occasione di ringraziare i vostri figli ogni volta che i loro gesti sono potenzialmente atti di gratitudine. Potete dire: gli alberi ti ringraziano per non aver sprecato quel foglio di carta, oppure la terra ti ringrazia per non aver consumato troppa acqua mentre facevi la doccia. Oppure ancora: sono sicura che la nonna ti sarebbe grata se la chiamassi per farle gli auguri… Forse i vostri figli sono grati e non lo sanno. Aiutarli a prendere consapevolezza di come agiscono nel mondo è molto importante, li farà notare la differenza ogni volta che si troveranno davanti a loro qualcuno che non ha questa sensibilità.