Inserimento all’asilo

credits: photoshot

Siamo finalmente tutte reduci  
dal fatidico inserimento all’asilo: ecco il mio racconto semiserio, dedicato a chi dovrà affrontarlo l’anno prossimo!

Negli ultimi due anni, alla ricerca dell’organizzazione perfetta, ho bramato avidamente il primo giorno d’asilo.
Erano i primi di Giugno quanto diedi inizio alla fase convincimento parte prima: «Amore ma lo sai che a settembre inizi l’asilo? Lo sai che sarà bellissimo? Ti divertirai tantissimo! Si, ci sono tanti bimbi e tanti giochi. Si, potrai dipingere».
Morale, il pupo era preparatissimo, peccato che nel mio diabolico piano non era incluso il mio inserimento.

Fase 0

Lista delle cose da comprare, cucire, foto da portare, formulari e deleghe da compilare.
Pennarelli, colla stick, sale grosso, eccetera.
Numero di volte che ho perso la lista: 2.
Deleghe. Quali deleghe? No, no, sono sicura che non me le avete mai consegnate.
Foto: non ancora pervenute.
Resetto la mia to-do list in un: creare gruppo mamme asilo su what’s App, l’applicazione del mio smartphone che mi permette di chattare gratuitamente ovunque mi trovi.

Fase 1

Prime ore di inserimento accompagnato. Fino a qui, tutto bene.
A seguire colloquio con le maestre, con contorno di ansia da prestazione assolutamente inespettata e infondata.
Indosso un golfino bon-ton, almeno il primo giorno copro bene i tatuaggi. Occhiali che fanno tanto seria e jeans puliti. Ma appena mi fanno accomodare su una sediolina dei puffi comincio a diventare rossa ed io lo so, mi conosco, quando mi sento imbarazzata dico cose stupide, e le dico alla velocità della luce, da logorroica professionista senza filtro.
«Il bambino è autonomo?»
Di qualcosa di intelligente e dillo lentamente.
«Cacca e pipì sì!»

Fase 2 (la più difficile)

Prima settimana dalle 9.00 alle 11.00.
La seconda, ma solo a partire dal martedì, perché si sa che il lunedì è una giornataccia per tutti, si aggiunge un’ora.
Dal martedì successivo si fermeranno a pranzo, credo.
Troppo tardi.
Mi sono già persa… Prendo il telefono e scrivo tutti i giorni al gruppo delle mamme, ovviamente tutte preparatissime, per capire gli orari, quando, come e perché!
Segue un incomprensibile «Mi fai morire» a conclusione delle risposte ai miei quesiti…

Fase 3

Scopri la mamma che è in te.
Io: quella che quando le mamme al parco esprimevano la loro emozione riguardo al primo giorno di scuola primaria dell’infanzia (e badate bene di chiamarla così, che volano i rimproveri della preside) ridevo sotto i baffi, pensando ad un fresco spritz con patatine per festeggiare.
Io: tutta d’un pezzo, dal take it easy facile e la risata sgangherata.
Sono finita al bar, a chiedere un decaffeinato, coi lucciconi agli occhi e tanta voglia di riabbracciare il piccolo…

Fase 4 (la peggiore)

Non ho ancora completato la fase 0.
E mi hanno già mandato un promemoria scritto con la penna rossa.

A giorni ci sarà la prima riunione di classe, con tanto di elezione del rappresentante, poi spero di aver finito il mio inserimento.
Non sono stupida, ma mi ci applico!