La scelta della scuola dell’infanzia

Anche se il prossimo anno scolastico sembra lontanissimo, questo è un periodo molto importante per la scelta della scuola dell’infanzia: fra novembre e dicembre infatti le scuole dell’infanzia, meglio conosciute come scuole materne, organizzano gli open day: giornate durante le quali i genitori possono visitare le strutture, parlare con il personale e esaminare il piano formativo. Non si tratta solo di semplici visite: entrare nelle scuole vuol dire tuffarsi nel mondo in cui potrebbero vivere gran parte della giornata i nostri figli, respirarne l’atmosfera, e soprattutto far lavorare l’istinto, che è ciò che di una mamma non sbaglia quasi mai.

scuola dell'infanzia

credits: André Mouraux

Dall’asilo nido alla scuola dell’infanzia

Sia che si arrivi dall’asilo nido sia che si arrivi da tre anni in casa con i nonni o con la baby sitter, il passaggio alla scuola dell’infanzia segna un cambiamento profondo: da un ambiente ovattato e pieno di coccole, i bambini si ritrovano in un luogo in cui la priorità è la conquista, a piccoli passi, dell’indipendenza. Non vengono più seguiti passo dopo passo, presi in braccio e imboccati: la scuola materna è il luogo in cui si comincia a crescere, a mangiare e andare in bagno da soli, ma soprattutto ad interagire fra simili, senza l’intermediazione costante degli adulti. Devo ammettere che durante il nostro inserimento (l’inserimento normalmente dura due – tre settimane) mi faceva un po’ impressione vedere quei nanetti con il grembiulino rosa che giocavano, parlavano e litigavano senza avere costantemente addosso lo sguardo della maestra. Ma questo vuol dire crescere, e del resto anche la presenza delle maestre cambia radicalmente: al nido è prevista un’educatrice ogni 7-8 bambini, mentre alla materna in una classe di 25 bambini ci sono due maestre, non sempre presenti nello stesso momento.

La scelta

Dopo una bellissima esperienza all’asilo nido, piena di coccole e di attenzioni, la mia bambina ha iniziato la scuola materna a ottobre. Per scegliere quella giusta ne ho viste alcune, ho parlato con qualche direttore, ho osservato un giardino e tanti cortili. Ho passato molto tempo a farmi domande sull’utilità di una seconda lingua, o sulle attività  (nuoto, danza, canto) presenti nelle varie scuole, ma poi, alla fine, ho scelto quella che Guia chiama Villa Villacolle per due ragioni: il giardino, grandissimo, selvaggio, in cui vengono portati anche quando fa brutto, e l’atmosfera da casa di campagna, semplice e non troppo tirata a lucido. Piano formativo e bilinguismo sono passati in secondo piano rispetto alla possibilità di correre, arrampicarsi sugli alberi, e scoprire la natura.

Avrà tutta la vita per studiare, parlare inglese e imparare a nuotare. Ma stiamo parlando di scuola dell’infanzia, e l’infanzia, quell’età in cui ti diverti anche solo rotolandoti su un prato, e giocare a palle di neve è meraviglioso anche se poi ritorni in classe bagnato dalla testa ai piedi, per lei è oggi, e non tornerà mai più.