La tecnologia nelle mani dei bambini

I tablet sono in cima alla lista dei desideri dei nostri bambini. Con le app coloratissime e divertenti che spesso siamo i primi a sfruttare affinché stiano buoni al ristorante, i bambini si intrattengono volentieri con le nostre nuove tecnologie. Spesso con risultati più apprezzabili dei nostri.

credits: Wayan Vota

È bello che sia così.
Sono gli strumenti di comunicazione e di studio e formazione del futuro. E le case produttrici si stanno attrezzando per allinearsi alle esigenze delle nuove generazioni.

Ci sono già moltissimi dispositivi in vendita per i più piccoli, personalizzati dalla Dreamworks, dalla Disney o dalle serie tv più in amate: hanno il controllo parentale, schermi super-resistenti, involucri colorati e cover antiurto, personalizzabili e da arricchire con centinaia di app scaricabili.

E quello che possiamo fare noi da genitori è tenere il passo. E regolamentarli.
Perché come di tutte le cose, è l’abuso che preoccupa. E ovviamente sta ai genitori “dosare” l’uso di questi dispositivi.

La tecnologia può arrivare a minacciare la salute fisica e mentale dei nostri figli.
Dai problemi fisici legati alla manipolazione di tablet, console e telefonini a quelli psicologici che si traducono in problemi relazionali e disturbi del sonno.
Anche noi non ne siamo immuni, come potrebbero esserlo loro? 
Quindi sì alle nuove tecnologie ma senza perdere di vista il mondo reale. La vita vera. Le facce, i profumi, le esperienze che si possono toccare.

La tecnologia non è il male.
 Non va demonizzata, è uno strumento utilissimo e una fondamentale fonte di conoscenza della realtà e negarla a un bambino significherebbe escluderlo da una parte di mondo in cui comunque deve continuare a vivere.

Bisogna però imparare, imparare bene a usare tutto, app-tecnologia-internet, con il cervello e con moderazione, magari alternandole ad altrettanta fruizione della realtà. La realtà quella vera, quella da toccare.

Per mantenere l’equilibrio e il senso del vero.
Per i bambini e i ragazzi, certo.
Ma anche un po’ per noi.