L’arte non-spiegata ai bambini

Ti voglio coinvolgere in un discorso sull’arte quotidiana e da subito chiederti di guardarti intorno mentre leggi questo post: quanti oggetti hai intorno che racchiudono un concetto d’arte? Probabilmente gli occhi e/o il pensiero ti correranno ai quadri appesi alle pareti o alle suppellettili appoggiate ai mobili. Certamente è una fortuna che quei pezzi d’arte ti siano di facile fruizione ed è sicuramente una fortuna anche per i tuoi bambini che, così circondati dalla bellezza, la sentiranno parte di loro stessi, prima o poi.

Eppure c’è qualcosa di più che potresti fare: disimparare. Disimpara tutto quello che sai e guarda con occhi nuovi il tuo bambino. Promuovi l’arte che è in lui, perché ce n’è di più che in qualsiasi quadro, o suppellettile fatti da artisti riconosciuti. Lascia che componga, colori, modelli, incolli, arrotoli (o srotoli), stenda e pieghi. Regalagli scatole grandi e dentro fagli trovare di tutto e incoraggialo ad incrementare la sua collezione di materiali. Foglie, rami, terra erba secca, fruttini, bacche, fiori. Colori ad acqua, acquerelli, pastelli, ceretti, matite, chine, carboncini e gessetti. Ogni tipo di pasta modellabile. Tappi usati, nastri, spaghi, stoffe, conchiglie, cartoni e cartoncini, giornali quotidiani e riviste, con forbicine e colla.

Gli autori di questa opera hanno tutti tra i 3 e i 5 anni e l’hanno realizzata durante un laboratorio di creatività. Ne parla Anna Reyner nel suo blog annareyner.wordpress.com

Dimentica che le case si disegnano con il tetto in su e che i fiori, di solito, non sono marroni. Lascialo esprimersi e non chiedere il significato delle sue opere. Se riterrà di dovertelo comunicare, lo farà in autonomia. Accetta di non sapere tutto.

Ad ogni sua opera, quando lui la ritiene pronta, apponi la data (per futura memoria) e conservala, oppure trova una parete della casa che possa essere dedicata alla esposizione della sua arte, quando possibile. Incoraggialo a danzare con te, libero, solo per il gusto di farlo. Canta con lui. Procuragli strumenti musicali e l’arte fluirà dentro e fuori tuo figlio, permeando ogni angolo della sua e della tua vita.

Trova poi il modo, quando possibile, di fargli vedere rappresentazioni teatrali, balletti, concerti, mostre di fotografia. Regalagli una macchinetta fotografica, prima che puoi e aiutalo a scaricarne i file sul computer. L’arte non esclude affatto l’uso della tecnologia. Non esclude nulla. Non credere ci voglia denaro per fare ciò. Se hai un computer, sai come trovare immagini e filmati e informazioni anche di arte codificata. Gratis. E nelle uscite all’aperto, lascia che disegni con i gessetti colorati sui marciapiedi (la prima pioggia laverà via tutto, nessuno si lamenterà) e nei campetti al parco aiutalo a raccogliere stecchetti e foglie per composizioni estemporanee.

Il succo è che, dunque, oltre ai quadri che tu hai appeso alle pareti e agli oggetti che decorano la vostra casa, potresti fare in modo che l’arte fluisca da ogni dove. Per esempio facendo in modo che ci siano libri illustrati che parlino dei grandi artisti, di ogni epoca e stile e per fare questo, credimi, basta orientare con gentilezza i regali degli amici e dei parenti, nelle occasioni in cui ne farebbero. Niente libri in brossura, ma via libera ai cartonati adatti ai primi anni, ai manuali monotematici d’arte, alle cartoline illustrate che pubblicizzano mostre. Insomma, quello che voglio dirti è che l’arte la si “insegna” non insegnandola ma circondandosene e rimanendo elastici sulle infinite possibilità di bellezza che ci sono intorno. E più piccoli sono i bambini e maggiori sono le possibilità che l’arte “ambientale” doni loro gioia. Quando i tuoi bambini saranno cresciuti abbastanza, poi, racconta loro la vita degli artisti, dì loro che anche Pollock è stato un bambino, anche Nureyev e Ella Fitzgerald. Leggi loro storie ben scritte. Inventa l’arte per loro, trovala dentro di te e fai da specchio per quella che ti circonda. Ne verrai arricchita e offrirai ai tuoi figli la libertà artistica indispensabile per essere almeno un po’ felici. L’arte in loro si potrà manifestare in qualsiasi campo, dalla cucina alla carpenteria, dagli esercizi ginnici all’arte della meditazione, in futuro.

Se è vero, per concludere, che l’arte è espressione di sé, in libertà, lascia che essa si esprima nel tuo bambino e anche in te. Scoprirai sintonie inimmaginabili, nuovi piani di comprensione e, semplicemente, dopo starai meglio. Dove il linguaggio delle parole non arriva, arrivano le immagini.

Come ha detto Abraham Maslov, “l’educazione artistica è importante non perché si scoprono artisti o prodotti di arte, ma perché sembra scoprire persone migliori.”