Logopedista ovvero giochiamo con i suoni delle parole

Stai prendendo in considerazione di portare la tua bambina dal logopedista perché ti sembra avere difficoltà di linguaggio? Senza nessuna pretesa di sostituirmi alle figure professionali specializzate nelle disfunzioni della comunicazione, qui è dove ti do qualche dritta per provare a superare le difficoltà più semplici.

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credits: Pink Sherbet Photography

Prima di tutto bisogna avere chiaro qual è il campo pertinenza di un logopedista, così che ti possa essere un po’ più facile capire se è proprio di un tale esperto che hai bisogno. E poiché l’ambito è molto ampio, puoi prenderti tempo per considerare la tua piccola in tutti i suoi comportamenti, visto che anche il logopedista, qualora decidessi per una consultazione, dovrebbe analizzarli allo stesso modo, pur considerando le differenti competenze. Puoi dunque porre l’attenzione alle capacità di memoria e di attenzione. Considerare la percezione auditiva; l’organizzazione spazio-temporale (con attenzione alla capacità di percepire la direzione, le dimensioni fisiche e la connotazione nello spazio, oltre che la durata temporale e il prima e il dopo degli accadimenti); la percezione dello schema corporeo (dove sono le manine? E la pancia? Ecc.); le sue capacità motorie e infine le capacità strettamente linguistiche. Naturalmente l’osservazione che hai dedicato alla tua meravigliosa creatura fino ad oggi ti avranno evidenziato molte sue capacità e ti sarà facile mandarle a memoria per episodi già avvenuti, ma nel caso qualche ambito non ti fosse chiaro, giocando con lei puoi provare a comprenderlo. Sono certa che troverai modi divertenti per entrambe di far emergere le competenze.

Considera ora che un logopedista lavorerebbe sulla costruzione della memoria, dell’alfabeto, della fonetica e lavorerebbe all’articolazione della voce.
In pratica, parlandole giocosamente, aiutandosi con libri, ogni sorta di immagini, pupazzetti e giochi di ruolo cercherebbe di arricchire il suo vocabolario facendo attenzione alla capacità cognitiva della tua bimba.
Per la stimolazione linguista in cui inserirebbe questo gioco-conversazione, stimolerebbe la ripetizione di combinazioni di parole per aiutarla nella fluenza. Ti accorgi da sola che queste sono tutte cose che fai già, solo che ora potrai farle con più cognizione di causa. Per l’ambito della stimolazione foniatrica, durante i giochi il logopedista correggerebbe il suono delle sillabe pronunciate in modo errato mostrandole la posizione e il movimento della lingua per aiutarla a pronunciare specifici suoni. Per questo potresti, per esempio, farle fare molte divertentissime prolungate pernacchie qualora le mancasse la R oppure farle fare lunghi sibili da biscia se le fischiasse la S (che sono le normali difficoltà fonetiche di moltissimi bambini).
Per la stimolazione motoria, infine, un professionista della parola si aiuterebbe con il cibo per far meglio comprendere la geografia della bocca, competenza indispensabile per la somministrazione di esercizi specifici. La consapevolezza della deglutizione, dei movimenti della lingua, della respirazione durante la masticazione o la deglutizione, appunto, è importante per il superamento delle difficoltà. Questi ultimi piccoli esercizi saranno poi accompagnati da piccoli test psicomotori mirati a stimolare la percezione spazio-temporale.
Nel frattempo tu potresti comunque giocare a chi riesce a toccare la punta del naso con la lingua o ad attorcigliarla di più. I bambini si divertono moltissimo a vedere le smorfie dei genitori.
Questa è, in fondo, la chiave per riuscire ad affrontare anche gli eventuali veri problemi di difficoltà della comunicazione. Far passare ogni verifica e ogni eventuale esercizio come gioco e divertirti il più possibile nell’eseguirli.
Tieni conto, infine, che queste cose hanno un senso solo se: a) cerchi di divertirti con la tua bambina e cerchi davvero di evitare l’ansia. Se ella dovesse, infatti, abbinare la propria incapacità (temporanea o no) di formulare un suono ad un tuo disappunto o ad una tua ansia, non si sentirebbe certo aiutata.  b) Se per parlarle cerchi un contatto oculare, abbassandoti alla sua altezza, così che, a qualsiasi età, possa guardare la tua bocca e la l’intera tua mimica facciale. I neuroni a specchio lavorano alla grande (ora le ricerche scientifiche ce lo dicono con chiarezza estrema) e dunque le capacità imitatorie. Tu fai e lei ri-fa.

Ti lascio ora con brevi sciogli lingua che anche per bambini che non hanno particolari difficoltà, possono rappresentare divertenti sfide linguistiche. Tu sai dirli senza inciampi?

Ogni gnomo di Bevagna sogna bagni di taragna

Gnochi gnoccosi non si gnoccano negli occhi

Un’ultimissima cosa: tieni presente che un logopedista sa  e può correggere difetti linguistici anche di adulti. Se hai la cosiddetta zeppola o la S sifolina e volessi correggerle potresti pensare ad una visita abbinata. Se tu hai questi piccoli difetti è infatti molto probabile che anche la tua bambina li abbia o li sviluppi. Fermo restando che tutti siamo belli anche così come siamo, buona fortuna!