Quali sport per i bambini?

La scelta dello sport da far fare ai bambini passa attraverso una serie di valutazioni.
Ovviamente contano i loro gusti personali, ma subentrano anche tutta una serie di questioni logistiche e organizzative che non vanno sottovalutate.

credits: Geomangio

In primis il fatto che è vero che ne va della loro salute psicofisica, ma ne va soprattutto della salute mentale di chi a fare sport li deve accompagnare. Io non so come funzioni da voi, ma qui chi li deve accompagnare sono io, da sola in settimana, moltiplica per due bambini e la scelta è stata pressoché obbligata: fanno lo stesso sport – atletica nel nostro caso. Alla decisione ci siamo arrivati per questioni logistiche, a sentire loro due avrei dovuto accompagnare lei a ginnastica ritmica e lui a calcio.

Veniamo quindi a un’analisi più approfondita dei vari tipi di sport.

Gli sport per bambini: quelli da maschi

Come di tutte le cose esistono gli sport considerati erroneamente da femmina e quelli da maschio. Sono pochi i bambini maschi illuminati che vogliono davvero fare danza classica, così come sono poche le bambine iscritte a rugby.
Per i maschi il calcio la fa ancora da padrone, ma complici due allenamenti a settimana e la partita ogni maledetta domenica, io l’ho scartato subito. A questo si aggiunge tutto il sottobosco calcistico dei genitori sugli spalti, tutti convinti di avere in famiglia il futuro Balotelli, che se non riesce a segnare è colpa di quel brocco di tuo figlio, e io onestamente di mettermi a litigare 3 giorni la settimana non avevo molta voglia quindi con un sorridente «tesoro, te lo puoi anche scordare» ho liquidato la questione calcio e passiamo oltre.

Rugby? Bellissimo. Bella mentalità, bello sforzo fisico, bella concezione dello sport e del dopo-sport: gli allenamenti sono all’aperto per tutto l’inverno, chissenefrega della neve. Io che a settembre ho tirato fuori l’aerosol e lo riporrò se tutto va bene in aprile, non me la sono sentita, anche perché lui ha 5 anni, c’è tempo, lo faremo più avanti.

Judo/karate/kung fu, insomma le arti marziali. Mi piacciono se insegnate da un istruttore che sia in grado di arginare il grado di violenza e di voglia di combattimento che c’è in ogni bambino, un maestro che sia in grado di passare il senso della disciplina, dell’avversario, dell’uso del gesto forte, e non la mentalità del “sono più forte e quindi ti schiaccio” che mi è capitato di percepire in alcuni ambienti.