Quando dire NO è proprio necessario

Quanti no dico ogni giorno a mio figlio? Siamo in pochi a porci questa domanda perché diamo sempre per scontato che i no che diciamo sia necessari. Al contrario se avessimo tempo e modo di registrare i nostri dialoghi con i bambini e riascoltarci ci accorgeremmo che la quantità di no che diciamo è davvero sproporzionata. Anche se crediamo di essere genitori più o meno permissivi, spesso ci troviamo a dire no per richieste assolutamente sensate che ci fanno i nostri figli, solo per stanchezza o per svogliatezza.

Mamma facciamo le tagliatelle? Mamma andiamo al parco? Mamma laviamo i vetri insieme? Sappiamo benissimo che i bambini avrebbero voglia e bisogno di fare delle cose con noi, attività quotidiane per noi assolutamente noiose e faticose che per loro diventano un gioco e un modo per condividere il nostro spazio. Imitare è la prima forma di apprendimento, per i bambini piccoli. Ma evitiamo perché sappiamo il pasticcio che combinerebbero se gli mettessimo in mano un chilo di farina o una stoffa bagnata… e dopo una giornata di lavoro anche fare due passi al parco ci pesa.

dire no

credits: Lotus Carroll

In realtà facendo cosi costruiamo dei solidi presupposti per i loro capricci. Tutti i no che diciamo quotidianamente, non farlo, attento che ti sporchi, non metterti per terra, non metterti le mani in bocca, accelerano il loro bisogno di ribellione, di fare di testa loro, di incaponirsi in attività che noi reputiamo poco consone. E allora comincia la serie di lamenti, urla, minacce, capricci e la comunicazione genitore-figlio diventa un vero e proprio incubo.

Ci chiediamo perché si ostinano tanto a fare come vogliono loro e non ci rendiamo conto che il motivo siamo noi: abbiamo detto troppi no e loro si sono stufati.

Quello che dovremmo fare invece è ribaltare questo atteggiamento: ridurre al massimo i no e concentrarci con fermezza su quei no che vale davvero la pena di usare. Ma quali?

  • è giusto dire No quando il bambino sta facendo qualcosa che mette realmente in pericolo la sua incolumità
  • è giusto dire No quando il bambino si comporta in maniera scorretta, attua comportamenti di sopraffazione e bullismo nei confronti dei suoi coetanei
  • é giusto dire No quando si approfitta degli altri, mente dichiaratamente, abusa della nostra fiducia, quando insomma ci comunica che ci sta mettendo alla prova.

bambini hanno diritto a vivere le loro esperienze, a sbagliare, a sporcarsi, a mettere il piede nella pozzanghera per sentire che gusto c’è ad avere i piedi fradici e freddi, e noi dovremmo essere li a consolarli quando tornano da noi in lacrime. Dovremmo essere la loro ancora di salvezza non rimproverarli con i nostri soliti te l’avevo detto.

Allora i No che diremo li ascolteranno davvero, perché avranno consapevolezza che li stiamo dicendo è per una buona ragione.