Ricompensa o castigo: quale funziona di più?

Tra le centinaia, anzi migliaia, di domande che un genitore si pone, ce n’è una che non trova mai una risposta definitiva: tra ricompensa e castigo, quale metodo educativo funziona di più? Non sapremo mai dare una risposta unica e definitiva a questa domanda perché, secondo me, funzionano entrambi. Tutto dipende dalle circostanze, dal carattere del bambino, dal carattere del genitore e dalla dose di pazienza che costui ha a disposizione in quella data circostanza davanti a quel determinato con quel tipo di carattere. La mia esperienza di madre di una piccola tiranna di tre anni con la quale ho sperimentato e sperimento entrami gli approcci, mi ha portato alla conclusione che entrambi funzionano, ma gli obiettivi raggiungibili sono diversi.

credits: Sharon Drummond

Breve/medio periodo

Nel breve periodo, cioè in quei casi in cui abbiamo bisogno di un’immediata risposta da parte del bambino, funziona di più il castigo. Stai facendo un capriccio isterico perché non ho messo a dormire le bambole in ordine di altezza, come di solito fai tu? Vuoi assolutamente quella caramella alla frutta dopo il cioccolatino e i tre biscotti che hai estorto alla nonna con l’inganno? Non vuoi mangiare perché a tuo dire il ragù è rosa e non rosso? Non vuoi rimettere a posto la cameretta dopo hai disseminato giochi in ogni angolo? Non rispetti le regole? Castigo. I castighi più utilizzati sono di entità limitatissima, ma comunque efficaci: un minuto in silenzio sul gradino, un’ora senza il suo gioco preferito o il divieto di mangiare il dolcetto a fine pasto. Sono castighi piccoli, che lasciano il tempo che trovano, ma che sul momento funzionano. La maggior parte delle volte, il giorno dopo mia figlia non ricorda, o finge di non ricordare, praticamente nulla, perché il castigo in sé non da alcun insegnamento, mostra soltanto che una cosa non si può fare e stop. Certo, possiamo motivarlo, ma il bambino resterà concentrato sul castigo, non sulla spiegazione. Che utilità hanno, dunque, questi castighi? Principalmente, il dimostrare al bambino che ad ogni azione corrisponde una reazione e che tutto ha una conseguenza.