Trasloco in vista? Per i bambini è un gioco

Se per i grandi un trasloco è un forte stress (scientificamente riconosciuto), per i bambini può esserlo ancora di più. Soprattutto se, nei giorni dell’imballaggio e del trasferimento, vengono affidati ai nonni o agli amici e, poi, si ritrovano, di punto in bianco, in una casa che non conoscono. Con i genitori che vanno e vengono perché lavorano, la casa per loro è un punto di riferimento e di stabilità. Cambiarla è uno sradicamento.

credits: fotolia

Perciò coinvolgeteli nell’operazione fin dall’inizio. Portateli a visitare la nuova abitazione, indicate le stanze dove saranno sistemati i mobili, qui il tuo lettino,libri, vestiti e giochi, qui la scrivania, là il cesto dei giochi. E imballate insieme scrivendo il loro nome sugli scatoloni. Come una garanzia. Poi fate una bella merenda d’addio nella vecchia casa e un’altra d’ingresso in quella nuova: i cambiamenti sono più facili da accettare se vengono celebrati.

Sì, immagino le obiezioni: a questi giorni così infuocati dobbiamo proprio aggiungere un altro sforzo?

Io credo che anche un trasloco possa diventare un’esperienza speciale. Per grandi e piccini. La vita procede per attacchi e distacchi che coinvolgono il cuore e la mente. Ricordarselo dà un senso alla tensione e alla fatica dei grandi e consente di insegnare ai bambini una cosa fondamentale: che tutto ricomincia. Infatti che cos’è un trasloco se non il gioco di smontare e rimontare che loro fanno di continuo? Se sarete lamentosi e frettolosi, lo vivranno come un lutto.

Se li tenete vicini e fate con loro dei progetti, sarà un’avventura in cui si scopre che anche le cose difficili possono diventare belle. Perché la prospettiva non è abbandonare, bensì ricostruire.


Tratto da
Il Bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna