Adolescenti, cellulare e sms

Tra le «manie» da tecnologia avanzata rientra purtroppo anche l’uso del cellulare e in particolare l’invio di sms.

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credits: SCH

È un tipo di abuso caratterizzato dall’incessante e irrefrenabile desiderio di digitare sui tasti del telefonino per dire qualcosa a chiunque e per stare continuamente in contatto con chi non è presente.
Centinaia di messaggini inviati al giorno costituiscono un’azione obbligata e compulsiva che il soggetto non riesce più a evitare e che a lungo andare può compromettere la sua vita sociale. La duttilità, la flessibilità e l’immediatezza di questo
mezzo di comunicazione favorisce in molti giovani un investimento affettivo estremo che può trasformare lo stesso telefono in una specie di oggetto feticcio. Si può passare facilmente dal possesso del cellulare all’essere posseduti dal cellulare, per
cui spegnere il telefonino equivale a diventare trasparenti, a rischiare di non essere accettati, amati e visti, essendo incapaci o non abituati a entrare in contatto con gli altri in modo diverso.
L’abuso del cellulare, e delle attività a esso connesse, può provocare gli stessi fenomeni clinici di ogni altra dipendenza patologica, come l’assuefazione, la tolleranza e l’astinenza. Non è facile tracciare un confine diagnostico tra comportamento normale e utilizzo patologico del cellulare, dato comunque il suo uso quotidiano ed estremamente comune. Sono alcuni aspetti quantitativi e qualitativi che permettono di individuare il tipo di rapporto con il cellulare.
Si può ipotizzare una dipendenza da telefonino quando un soggetto presenta alcuni dei seguenti comportamenti:
• ha circa 300 contatti al giorno tra chiamate e sms sia in entrata che in uscita;
• dedica la maggior parte del tempo ad attività connesse all’utilizzo del cellulare (chiamate, sms, utilizzo della videocamera, giochi, consultazioni);
• soffre di mal di testa, vertigini o dolori all’orecchio;
• prova un atteggiamento affettivo verso il cellulare con concomitante resistenza a staccarsi da esso anche per brevi momenti;
• fa un uso del cellulare non in base a necessità, ma come strumento principale per comunicare rispetto a ogni altra forma di comunicazione;
• tende a sperimentare stati emotivi molto spiacevoli se il cellulare è scarico o non funziona;
• ricorre all’utilizzo del cellulare come strumento per gestire relazioni sentimentali;
• tende a usare più telefonini in base agli interlocutori;
• ha l’abitudine di mantenere il cellulare acceso anche di notte, a volte svegliandosi ripetutamente per controllare eventuali sms.
Nessuna demonizzazione, nessun maleficio dai prodotti tecnologici: il loro utilizzo deve essere solamente pari a qualsiasi altra attività interattiva e ludica, altrimenti si rischia, sia pure in buona fede e in nome di un po’ di tranquillità, di avviare nei
figli processi di passivizzazione e di estraniazione dalla realtà.

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Tratto da Nuovi Adolescenti, nuovi disagi, di Schiralli – Mariani, Mondadori