Adolescenza e appartenenza al gruppo

Durante l’adolescenza, oltre alla famiglia assume un’importanza fondamentale il gruppo. Essenziale per raggiungere equilibrio e benessere personale durante questo periodo così difficile e spesso anche buio.

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Il gruppo, diventa il principale spazio di confronto e rispecchiamento, con regole specifiche da osservare e che sempre più spesso sono in contrapposizione con quelle del mondo degli adulti.

Ma in tutto il processo di crescita chiamato adolescenza, anche il modo di relazionarsi con il gruppo cambia nel tempo. L’adolescenza, proprio in relazione a questo cambiamento nelle relazioni, può essere suddivisa in due fasi: la prima e la tarda adolescenza.

La prima fase, tra i 10 e i 12 anni, è caratterizzata dalla costruzione di gruppi dello stesso sesso. È il momento in cui la rappresentazione di sé viene creata attraverso lo specchiarsi negli altri.
Il ragazzo così, si identifica nel gruppo e il gruppo rappresenta la proiezione di quello che gli piacerebbe essere.
I gruppi formati dal sesso opposto, vengono denigrati e si cerca di stabilire confini netti e precisi.

Nella seconda fase invece, che comincia intorno ai 14 anni, i gruppi cominciano a mescolarsi: ragazzi e ragazze ma spesso con caratteristiche precise dove ogni membro esprime una tendenza.

Considerando l’influenza che il gruppo esercita sul singolo individuo è  estremamente importante ed essenziale la supervisione dei genitori nella scelta delle amicizie dei propri figli. Inoltre, vista l’importanza dell’essere accettati, per il singolo individuo, la scelta del gruppo di appartenenza deve essere oculata e non utopistica. Gruppi di ragazzi con caratteristiche e interessi simili renderà più semplice l’omogenizzazione e azzererà il disagio e il rischio di alienazione.