Arredare la camera dell’adolescente

L’adolescente non è più il nostro bambino. È un ragazzo in crescita. La camera dell’adolescente cambia, assieme a lui (/lei). Anche l’arredamento si adatta alle sue mutate esigenze. Ma come arredare il suo spazio? Come creargli una camera che risponda alle sue necessita’?

L’adolescente prende le distanze da noi, dalla famiglia, da ciò che è stato fino a quel momento, in cerca della sua nuova identità di adulto; si rifugia sempre piú spesso nel proprio privatissimo mondo, nel quale lascia entrare volentieri soltanto gli amici, il gruppo in cui spesso si identifica, o coloro che sente più vicini; e, soprattutto, quando lo dice lui.

È un passaggio obbligato, non c’è niente da fare.

Sulla porta della sua camera vediamo comparire chiari segnali: «vietato l’ingresso», «vietato l’ingresso agli adulti non accompagnati», «do not disturb», «please, knock the door», «proprietà privata», «attenzione pericolo», «non oltrepassare questa porta senza autorizzazione», e simpatici messaggi di tal genere. Noi genitori sorridiamo, quando non ci arrabbiamo. Ma dietro quella porta c’è un mondo in costruzione. E la richiesta del ragazzo di rispettarlo. Inutile e poco costruttivo, dunque, cercare di imporre modelli, chiedere di fare ordine, mettere le mani dove lui/lei non vuole. In fondo l’universo è nato dal caos. Il caos è vita, l’ordine immobilismo e rigidità. E proprio in quel caos, che in adolescenza è tanto fisico quanto psichico ed emotivo, il ragazzo da solo deve trovare la propria strada. Cerchiamo di non interferire troppo con rimproveri e pretese che tanto non rispetterà.

La camera dell’adolescente si trasforma così in uno spazio privato, personale, un posto sicuro e protetto, il luogo dell’intimità all’interno del quale egli cerca di costruirsi un mondo altro rispetto a quello della famiglia. È spazio di differenziazione, e nello stesso tempo di identificazione di sé.

no entry

credits: Ell Brown