Conosci la tua vagina. Discorso semiserio per te, donna che cresci

Parliamo di vagina.

vagina

credits: martinak15

Poiché è un potente mezzo di potere, di solito ne parlano i maschi, pur conoscendola assai poco (molto meno di quanto potrebbero, visto che anche loro ne sono fuoriusciti, un dì) e pur desiderandola assai (visto il loro generale interesse a possederne in gran numero, nelle loro vite). Poiché chi scrive ne detiene una dalla nascita, si rivolge a te che dovresti essere regolare detentrice in ugual misura e che cresci, a qualsiasi età, ogni volta che impari qualcosa di nuovo. Se, invece, tu che leggi, sei tra coloro che vorrebbero tanto averne almeno una, continua pure a leggere, che forse qualcosa potresti anche impararla, non fosse altro che il punto di vista femminile e scanzonato (ma non meno serio) che ci apprestiamo a trattare. Delineiamo qualche coordinata, giusto per orientarci e tu, cara lettrice, seguimi sorridendo, poiché questo non è un trattato anatomico, te ne sarai accorta, ma neppure una barzelletta.

Denominazione: incredibili pezzi umoristici, interi poemi ed esilaranti pellicole vi sono stati incentrati; opere mirevoli sugli equivoci che ruotano intorno al suo nome. In ogni dialetto e in ciascun gergo Lei si distingue. Di solito è tra le prime parole di cui si cerca il significato sul vocabolario, in qualsiasi lingua. Tu come la chiami? Sei tra coloro che non la nominano mai? Ti hanno insegnato che si chiama “Le parti basse”? Ma come “basse”? Anatomicamente, in una posizione corporea eretta, Lei è appena più in basso dell’ombelico, decisamente più in alto delle ginocchia. Smettila di chiamarla così, potrebbe offendersi. È abbastanza verosimile che, così individuata, Lei non si senta benissimo e sappia in cuor suo/tuo di non essere da te molto amata. Una rosa è una rosa… (cit), una vagina è una vagina. E se è un altro il nome che le dai, quando la nomini pensala incoronata del suo nome, regina o almeno principessa.

Posizione geografica: a sud, di solito, quando la testa è a nord, almeno. Possiamo localizzarla tra le colonne d’Ercole, se è vero che dopo di Lei finisce il mondo. Se laggiù, infatti, per chi veniva dal centro in tempi remoti, si poteva immaginare la fine di tutto, possiamo anche immaginare che per chi veniva dalla periferia, lì, proprio lì, incominciasse tutto. Avviene ancora. Sulla mappa, generalizzando simpaticamente, il maschio medio la individua puntando il dito a casaccio, anche ad occhi chiusi, ma quanto più si appressa ad una vera, in carne ed ossa (più carne, è proprio il caso di dirlo), più perde le coordinate e va, eventualmente, guidato.

Consistenza: costantemente variabile, se amata. Da morbida e rilassata a turgida e in tensione. Con tutte le variabili possibili. Tende tuttavia ad assumere la consistenza di una albicocca secca, negli anni, e a lasciarsi andare giù, abbastanza giù. Bisogna quindi dedicarle tempo e praticare opportuno esercizio. Recentemente la sex coach Kim Anami ha realizzato e messo in rete un divertente e illuminante video sui Dieci motivi per fare sollevamento pesi con la vagina.
Ridi? Se ci propongono di tonificare la schiena o i muscoli pettorali lo troviamo normale, in questo caso, invece, ci scappa da ridere. Strano, no? Ridere è benefico e pure fare work out con la vagina, perché rende la vita migliore, prevenendo i prolassi, rendendo più intensi gli orgasmi e spostando Lei un po’ più verso il centro dei nostri pensieri.
Le donne, sempre generalizzando, di solito non pensano tutto il giorno alla vagina. Possiamo dirci che è ok, visto che abbiamo molte cose a cui dedicare i nostri pensieri. C’è però la perversa idea che non ci si debba pensare affatto. Interrogate sull’argomento, troppe donne ammettono di non pensarci mai, nemmeno quando ne fanno la regolare manutenzione. Ebbene, la consistenza è direttamente proporzionale ai pensieri che Le dedichiamo. Molti gentili pensieri equivalgono ad un tono sostenuto. Mentre leggi queste righe hai contratto almeno una volta i muscoli di cui la vagina è composta. Se non lo avevi fatto fin qui, ora  lo hai fatto. Brava! Continua così. Presto ti accorgerai di pensare alla tua vagina, e ti piacerà.

Utilizzo: troppa Storia e troppi Miti hanno come protagonista una vagina per avere la presunzione di trattarne qui anche solo a linee generali. Posso solamente accennare ad una ideale suddivisione in utilizzo a scopo ricreativo e utilizzo a scopo creativo. Sarebbe cosa buona e giusta che nel momento in cui viene utilizzata, in ogni caso ci si ricrei. A parte il momento del parto che di solito è un momento anche di dolore fisico (ma che può comunque essere un parto orgasmico, con la dovuta preparazione e predisposizione), intorno alla Vagina dovrebbe espandersi un’area culturale di piacere poiché, anatomicamente parlando, lì tutto è ad uopo organizzato. Lei è profondamente sensibile alle lusinghe e veramente facilmente coinvolgibile se le si rivolge una onesta gentile richiesta. È totalmente inutilizzabile, invece, se la richiesta non viene formulata. E chi crede il contrario non capisce una cosa fondamentale: un maschio che utilizza una vagina non collaborativa, muore nel momento stesso in cui la tocca. L’uomo muore, rimanendo in vita solo l’animale. Noi donne dovremmo saperlo, capirlo e dirlo.

Raccomandazioni: e qui si potrebbe ironizzare sul fatto che, effettivamente, la vagina con tutto il suo corollario, è spesso coinvolta nelle raccomandazioni, quelle, per intenderci, in cui qualcuno raccomanda qualcun altro perché ottenga un vantaggio. Non è di questo tipo di raccomandazioni che voglio parlare. Vorrei, piuttosto, farvi delle raccomandazioni conclusive a questo post. Anzi, una per tutte. Tenete in mente in modo chiaro che Lei è di vostra proprietà come i capelli e le unghie, come le tibie e le costole, come il cuore, come la stessa mente. Nessuno, mai, dovrà avere il potere di dirvi cosa farne o farne qualcosa nonostante voi. Mai! Abbiatene cura.