Se non racconta mai quello che gli capita

Non racconta che, in classe, è arrivato un nuovo compagno, né che l’allenatore di basket gli ha fatto i complimenti.

dialogo

Per sapere qualcosa della sua giornata, insomma, bisogna tempestarlo di domande. Perché? Lo abbiamo chiesto a Elena Urso, psicopedagogista. Che consiglia come favorire il dialogo.

Stare tranquilli

Dai 7-8 anni in poi è normale che un bambino racconti solo quello che vuole e se ne ha voglia: scuola e palestra sono i suoi territori. E poi, a volte, sono i genitori che non si accontentano: il piccolo si sofferma su un particolare, ma gli adulti vorrebbero di più».

Continuare a chiedere

«Anche se il figlio risponde a monosillabi, non si deve smettere di chiedere: “Oggi come è andata?”. È una dimostrazione di interesse molto importante».

Parlare di sé

«Un modo per stimolare il dialogo, infine, è raccontare per primi quello che è successo al lavoro, per strada o nel condominio » conclude l’esperta. «Così si dà il buon esempio e si alimenta uno scambio reciproco, uscendo dalla logica dell’“interrogatorio”».

Tratto da Il Bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna