Lasciateli giocare, troveranno il loro stile

Lasciateli giocare con i vestiti. E troveranno il loro stile. Sono capricci, musi lunghi, lacrimoni se devono andare all’asilo, o a scuola, vestiti come vuole la mamma e non come piace a loro. Perché già a 3 o 4 anni hanno esigenze precise.

Per le bambine sono indispensabili tanti braccialettini ai polsi, le mollettine con i fiori tra i capelli, le ballerine lucenti e un vistoso accostamento di leggings e maglioncini che non risponde proprio a criteri di eleganza.

Per i maschi meno varianti, ma altrettanta determinazione. Solo felpe o magliette con le scritte, meglio se in inglese. In testa il berretto con visiera. Ai piedi le sneaker, meglio con le luci, che trovano naturale indossare anche alla Prima Comunione.

credits: Steven Depolo

Per le mamme, che li vorrebbero più sobri, è un esercizio faticoso. Ma mettiamo da parte l’ambizione e prendiamola come un gioco. Perché è un gioco. Solo che, come tutti i giochi, è importante. Sì, perché è proprio tra un vestito e l’altro, tra un paio di scarpe e l’altro, che i bambini iniziano a sperimentare i loro gusti, a mettere a fuoco una propria immagine da presentare a se stessi e al mondo. Per distinguersi o adeguarsi al gruppo, non importa.

Ciò che conta, per loro, è tuffarsi (almeno così vorrebbero) in un armadio pieno di vestiti e mettersi così alla prova ogni giorno. E, allora, lasciateli pure giocare con il guardaroba e vedrete che, a poco a poco, emergeranno l’abitino o la T-shirt prediletti e proprio in quel capo troveranno le forme estetiche che vanno cercando. C’è di più. Una maglietta, un berretto, una cintura, un paio di scarpe, diventano un portafortuna. Quando li indossa un bambino si piace. E, se si piace, si sente accettato. Limitatevi ad arginare gli eccessi, le esasperate imitazioni della moda, ma favorite l’originalità degli abbinamenti, anche audaci. E il «Che cosa ci mettiamo domattina, amore?» diventerà il piano giusto di trattativa.

Maria Rita Parsi
Tratto da Il Bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna