La privacy e i figli sui social network

05 febbraio 2013- di

Sì, lo so ci hai fatto l’abitudine ormai. È da quando li hai fatti, i figli, che non resisti a metterli e raccontarli sui social network in tutto il loro splendore. E hai ragione: spesso sono molto meglio dei gattini. Generano in chi li contempla gli stessi accessi di tenerezza (capita anche a te che di cambiare automaticamente il tono di voce quando guardi foto di cuccioli? Ebbene a me sì) e non lasciano fastidiosi peli sul monitor.

social network e privacy dei figli

credits: Cristiano Callegari

Ma ben presto cresceranno, i tuoi figli. E allora ti ritroverai esattamente come me: a dover negoziare con loro cosa si può e cosa non si può postare delle loro vite. In fondo hanno perfettamente ragione. Tra non molto avranno anche loro i propri socialcosi e allora saremo noi a dover tener d’occhio che uso ne fanno e come si rapportano con i social network. Ma finché sono post-bambini e pre-adolescenti, loro sono ancora “roba nostra”. Io ti ho ho fatto e io ti posto dove mi pare, tié.
Intendiamoci: io quando scrivo o racconto di loro, non ho intenzione di creargli alcuna difficoltà o di metterli alla berlina. E questo gliel’ho spiegato molto chiaramente.
È vero: una volta ho detto in una trasmissione webradio il nome di chi piaceva alla mia primogenita. Ma poi ho subito precisato – con rumore di unghie sui vetri – che era un nome di fantasia, non era quel Tiziano lì, quello della sua classe. Ops, dite che non dovevo ripetere il nome?
È vero. Un’altra volta ho postato su Instagram la foto della grande (sempre lei, sì, al tempo aveva solo 9 anni però) che faceva un tuffo in piscina, presa di spalle. A me piaceva il gesto, l’istante, la foto. Ma altri – non sapendo fosse mia figlia – ci hanno visto un sedere di donna, un culo, rispettosamente parlando. Ed è stato leggendo quei commenti che ho iniziato a capire quanto il tempo passava veloce. D’altra parte qualcuno le guarderà il sedere prima o poi, ho pensato, meglio abituarsi. Già, ma da allora,  guarda caso, non ho più postato sui social network una sua foto in costume senza prima farmi tutte le domande del caso.

La soluzione alla questione della privacy, dici? La soluzione è quella che devi trovare tu, insieme alla tua famiglia. Per me la soluzione si chiama sempre parlarsi e agire con buon senso. La scorsa settimana quando a tavola ho annunciato che sarei stato ospite su questi schermi, si è aperto con la figlia grande il tavolo delle trattative. La grande è quella con cui avevamo stipulato persino un mini accordo economico per la fornitura di contenuti: lei mi racconta una cosa di scuola da cui ricavo un tweet, ebbene papi 1 tweet = 1 €! La grande è quella che, pur senza un account suo, sui social network c’è già: e va assai fiera del suo primo video da cantante su Youtube. Ma sapere che qui scriverò di lei, non la lascia del tutto tranquilla… Quindi sappi che tutto quello che leggerai di lei qui è certamente vero ma mascherato quanto basta per tutelare lei e i suoi affari. E romanzato abbastanza da renderlo divertente.
In fondo è stata proprio lei mesi fa a dirmi questa frase: «Papà, non trovo più il mio diario segreto. Se lo trovi, sappi che ho cambiato idea su tutto.»