Bambini e tecnologia: rischio o risorsa?

24 gennaio 2013- di

È un tema che va di gran moda e sollecita spesso posizioni molto estreme e antitetiche.

Chi pensa di dover proteggere i propri figli da tablet, console etc, come fossero un male che li condannerà per sempre a una vita di nevrosi, chi li sovraespone, assicurando loro l’ultimo modello di smartphone o aprendo l’account su Facebook prima ancora che la stessa Facebook lo preveda!

credits: Claudia Porta

Il tema è certamente complesso e relativamente nuovo in Italia. Se ne parla in realtà da tempo ma siamo lontani da quel sapere consolidato che si crea dopo decine di anni di teorie ed esperienze psicopedagogiche, passi in avanti e indietro, che alla fine mostrano la via più adeguata e che spesso è un giusto mezzo!

La prima realtà con cui invito i genitori a fare i conti quando mi sottopongono il problema è che la tecnologia c’è e entra a far parte dello sviluppo psicoaffettivo dei propri figli rappresentando quel gap che ogni generazione ha vissuto.

Se i genitori di oggi spesso si trovano facilitati dal condividere la cultura dei cartoni animati o della scuola materna con i propri figli – cosa che precedentemente non accadeva – la differenza generazionale sembra giocarsi molto sulle nuove tecnologie: internet, tablet, smartphone e tutto un mondo di connessioni multimediali e di infinite fonti di sapere, di giochi, di intrattenimenti.