I bambini non sono marionette né divi

05 marzo 2013- di

marionette

«Fai vedere quanto sei bravo. Recita la poesia, mostra il vestito nuovo. Canta la canzone
che hai imparato da solo. Fai le smorfie come la signora del piano di sotto».

I bambini sono tutti artisti, interpretano spontaneamente la realtà in modo comico o drammatico e a noi, diciamolo, piace tanto. Ci diverte, ci gratifica, compensa certe nostre frustrazioni. Difficile resistere alla tentazione di esibirli, una, due, 10 volte. Così come è difficile tenere a bada i sogni. Anche perché se sfilano in salotto come in passerella e cantano come si vede in tivù, chissà… Ma i bambini non aspirano alla gloria, fanno un esercizio di verità, riassumono un momento di vita e vanno oltre.

Fa parte del processo di crescita e di conoscenza. Mandarli in scena davanti ai nonni, agli amici, alle mamme dei giardinetti comporta emozioni che non hanno la capacità di assorbire. È vero, strappano sorrisi e applausi, ma questo li rende ostaggi del narcisismo dei grandi.

Direte che è solo un breve successo! Ma è un successo fittizio che può avere, lasciatemelo dire, un effetto devastante. Non è una conquista a misura della loro creatività. È un’esperienza forte che, alla fine, lascia un senso di vuoto, che cercheranno di riempire con altre situazioni analoghe. È come nelle fiabe, il culmine è che vissero felici e contenti, ma poi c’è la storia quotidiana da vivere felici e contenti. I bambini non sono marionette.

Non condizioniamoli a ripetere parole e gesti solo perché ci fa piacere, magari pensando che siano delle piccole  promesse. Coltiviamo la loro spontaneità. E se qualcuno si rifiuta di dare spettacolo, ben venga.

Tratto da il bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna