I capricci in pubblico e l’ingerenza degli estranei

01 febbraio 2013- di
capricci

credits: Photoshot

Capita spesso che si venga giudicati in quanto genitori ma capita ancor più spesso che si incontri qualcuno pronto a dirti come fare la madre in modo migliore.
L’ennesimo episodio, qualche giorno fa, per me particolarmente urticante perché proveniente da una estranea.
Io e P.Piccola eravamo in tram tranquillamente sedute ed impegnate in una sessione di Io Vedo. Pochi minuti prima di arrivare alla nostra fermata ho messo la papola nel passeggino in modo da essere pronte per scendere, tuttavia la piccola non ha gradito ed  ha protestato vigorosamente, di certo in modo fastidioso, soprattutto per chi non abituato ai bambini, ma di sicuro non si trattava del capriccio peggiore a cui io abbia assistito. Ecco dunque che arriva Estranea Uno che, avvicinando il viso a P.Piccola, con tono severo ed intimidatorio, le dice (in francese): «Ti ci vorrebbero due Schiaffi».
P.Piccola è rimasta interdetta dal tono ed ha per un attimo sospeso la sua protesta, al che interviene Estranea Due che sottolinea: «le due parole magiche».
Estranea Uno rincara la dose: «del resto serve che qualcuno lo faccia».
Il tutto è avvenuto in una manciata di secondi ed io sul momento ho percepito il tono sgradevole ma non ero sicura del senso letterale della frase.
Scesa dal tram ho cercato la traduzione ed ho avuto conferma dei miei sospetti.
Ho provato frustrazione e rabbia per non essere ancora abbastanza padrona della lingua per risponderle per le righe ma soprattutto infastidita per il gesto invadente e prevaricatore.
I famosi pareri non richiesti da quale esigenza recondita traggono vita?
Non credo siano sempre e comunque tutti in malafede magari a volte scaturiscono davvero dalla voglia di condividere esperienze comuni ma molto più spesso sono espressione di un giudizio negativo verso l’operato del genitore di turno e di una arroganza che scaturisce dalla convinzione di essere migliori.
Passino pure gli sguardi indignati e di compatimento per un capriccio mal sedato, passino gli sguardi di compassione e quelli a me non succederà mai,  ma trovo inaccettabile che qualcuno, ancor di più se estraneo, si prenda la libertà di intimidire una bambina di due anni.
Io in quanto genitore devo essere sempre e comunque sottoposto al giudizio degli altri? Come porre un limite?
Padronanza della lingua a parte, come avreste reagito?
Indifferenza, insulto libero, risposta acida ma composta?
Io ancora mi chiedo se fosse successo in Italiano come avrei reagito?

 

Questo è un guest post, quello che secondo noi rappresenta al meglio il tema del Blog tank di Gennaio: i capricci.