Cibarsi di emozioni

14 febbraio 2013- di

emozioniOrmai gli studiosi sono tutti concordi nel riconoscere l’importanza delle emozioni quando si parla di apprendimento. Nel cervello gli aspetti cognitivi sono legati a quelli emotivi per quanto riguarda la memoria, la motivazione, la capacità di collegare informazioni. Infatti le emozioni non sono circoscritte a determinati circuiti neuronali; al contrario sono processi che coinvolgono l’intero cervello (LeDoux J., 2003). Apprendere cosa mangiare si lega dunque, non solo ad aspetti cognitivi, come potrebbe essere appunto mangiare ciò che fa bene, ma anche ad aspetti emotivi.
Per questo può capitare di provare repulsione per un alimento che si associa a un’emozione o a un ricordo sgradevole. È pertanto utile che soprattutto voi genitori facciate leva sulle sensazioni emotive positive quando proponete del cibo “nuovo” ai vostri figli. “Umh, senti che profumo ha questa pasta con i broccoli…Devo dire che cucinati così sono gustosissimi!”
Come vedrete, il mio ruolo in questo libro, oltre a mettere in luce il legame tra cibo e relazioni, sarà quello di seguirvi e di darvi indicazioni pratiche e spunti di riflessione perché siano favorite tutte quelle esperienze in cui sono chiamate in gioco le emozioni. Preparare un piatto insieme ai vostri figli è prima di tutto creare il ricordo, piacevole per entrambi, di questa attività perché le emozioni risentono direttamente degli aspetti sociali (Siegel).
Al contrario, obbligare un bambino a ingerire un alimento per cui prova repulsione non farà che aumentare il suo disgusto, ampliato dal ricordo negativo e dall’umiliazione subita.
Mi raccomando: non confondiamo l’obbligare con lo stimolare. Un bambino può essere invitato ad assaggiare, soprattutto facendo leva sul comportamento imitativo, profondamente legato all’emozione! Infatti tendiamo tutti a imitare le persone che stimiamo e per le quali proviamo affetto; al contrario, non siamo invece portati a conformarci ai modi e agli atteggiamenti di persone che non ci piacciono.

Tratto da Facciamo la pappa, di Francesca Valla, Mondadori