Come educare i bambini al cibo

21 febbraio 2013- di

ciboLe parole del cibo non possono essere solo: calorie, profumi, sapori, caratteristiche organolettiche, vitamine, grassi… Perché mangiare non è solo alimentarsi. Nondimeno, sapere cosa mangiamo e scegliere in che modo farlo è una forma di consapevolezza che noi adulti possiamo e abbiamo il dovere di trasmettere ai nostri figli perché siano a loro volta, un domani, dei consumatori consapevoli e rispettosi dell’ambiente. Nutrirsi è, oltre che un bisogno primario, un’azione che richiede conoscenza. Pertanto, non diamo nulla per scontato. Riempiamo piuttosto di significato anche l’atto apparentemente banale di prediligere un prodotto a un altro, cercando di capire perché la nostra preferenza va in quella direzione e se in tale scelta si combinano qualità e piacevolezza.
I bambini non diversamente dagli adulti hanno i loro gusti e le loro preferenze, ed è giusto che sia così. Ascoltarli e prenderli in considerazione non vuole certo dire assecondarli sempre e a ogni costo. Almeno non sotto tutti gli aspetti. Per esempio, estremizzando, non si può pensare di somministrare una dieta solo di zuccheri perché al bambino piacciono i cibi dolci. Però possiamo accontentarli senza per questo privarli dei cibi giusti e adatti alla loro età. Alla fine si intende questo tutte le volte che si parla di una buona educazione alimentare. E se a volte metterla in pratica può sembrare un’impresa titanica (“Provaci tu a fare mangiare un po’ di insalata a mia figlia!”) può venire in soccorso un po’ di fantasia e creatività (due sostantivi che già la fanno da padroni in cucina, ma che nel caso dei bambini diventano ancora più significativi).
Perciò, se la carota lessata proprio non va giù, passate alla carota cruda ben lavata e grattugiata, con un poco di olio e qualche goccia di limone, ma anche senza nessun condimento, proponendo al bambino di sgranocchiarla come se fosse un coniglietto. Troppo banale? Provate. Anche tagliare gli ortaggi ogni volta inseguendo forme diverse porta a ottimi risultati. Come dire, seguite sempre la strada più semplice. Non complicatevi la vita! È inutile. Invece aiuta sbarazzare il campo dalla presunzione che qualcosa sia ovvio: con i figli non esiste questa parola, meglio parlare piuttosto di buon senso. Ed è appunto di suggerimenti di buon senso (testati sul campo!) che vuole essere dispensatore questo libro.

Tratto da Facciamo la pappa, di Francesca Valla, Mondadori