Consigli per favorire il travaglio (testati da me)

10 gennaio 2013- di

credits: Erik Langner

Trentanove settimane. Ti senti uno yogurt sull’orlo della scadenza e neanche un accenno di travaglio all’orizzonte.
Niente collo dell’utero accorciato, contrazioni ritmiche e dolorose o acque rotte. Hai l’ansia, scandagli Goolge e cerchi una soluzione.
Hai paura di dover ricorrere al taglio cesareo. O almeno, questa era la mia paura. Poi rivelatasi fondata. Ma questa è un’altra storia.

A trentanove settimane in punto le paturnie hanno cominciato ad auto riprodursi nella mia mente. Come Gremlins. Mi sentivo in scadenza e non consideravo il fatto di avere ancora tre settimane di normale attesa.
E’ che quando l’ansia temporale ti prende non puoi combatterla, devi cavalcarla. Altrimenti il travaglio non partirà mai.

La prima volta a 39+6 (trentanove settimane e sei giorni) e la seconda a 40+1 (quaranta settimane più un giorno) il travaglio è partito. Sarà che doveva andare così ma tutte e due le volte nei giorni precedenti avevo applicato i consigli della mia ostetrica.
Le tre S: sesso, samba e sindrome del nido.