È San Valentino, ma per i figli l’amore può attendere

14 febbraio 2013- di

È quasi San Valentino, ma almeno qui, per i figli, non è ancora la stagione dell’amore. Almeno per la primogenita. La piccola invece, superata fin troppo velocemente la fase “io da grande sposo il papà”, si dimostra piuttosto interessata all’altro sesso. Al sesso degli altri, forse sarebbe meglio dire. Nel senso che mi racconta le sue incursioni all’asilo, nel bagno dei maschi per vedergli il pisello e capirne un po’ di più di questi misteri.
D’altra parte se sei il papà di due femmine (tra l’altro bellissime, ovviamente) sai che con questa cosa dei loro amori ti ci dovrai misurare, prima o poi. Che ci sarà di mezzo la gelosia, la protezione ma anche la libertà e la felicità.

Ma torniamo alla primogenita, quinta elementare. Ecco, mentre io alla sua età ero già monotematicamente e disperatamente innamorato della Paola D. (sentimento in cui avrei perseverato diabolicamente fino alla terza media e forse anche oltre se il destino non ci avesse mandato in sorte scuole diverse), mia figlia dell’amore e dei maschi se ne frega. Qualcuno mi fa notare che è nata il 15 febbraio, che è S. Faustino e per antitesi a S. Valentino è il santo patrono dei single. Intendiamoci, io non ho nessuna fretta. Tanto più che in amore quell’età succedono cose imbarazzantissime: per esempio una maestra che in occasione del San Valentino, appreso dalla classe che nessuno è fidanzato (omertà?), decide di fare lei le coppie, per gioco, ex catedra, appunto. Panico e rossori tra i banchi. O la moda inedita, che mia figlia mi riferisce, delle lettere d’amore di gruppo: la sua amica Elena riceve bigliettini d’amore in rima, oh che carini no?, firmati da… tre maschi insieme. Un collettivo di poeti innamorati insomma, roba letteraria, da scapigliatura. D’altra parte io a quell’età, sempre per amore di quella Paola là, scrissi la mia prima e unica lettera anonima con la Olivetti del babbo.