3 cose buone da fare

17 maggio 2013

Parliamo spesso di maternità e dei nostri problemi senza mai guardarci intorno a osservare i problemi che vanno al di là del nostro naso. Ecco perché oggi ti segnaliamo tre cose buone da fare sia per te che per chi beneficerà di queste lodevoli iniziative.

Unchildren: i diritti dei bambini raccontati in una mostra

Unchildren è un progetto illustrato, di Stefania Spanò, nato per raccontare i problemi, le violenze e le tragedie che alcuni bambini devono subire in ogni parte del mondo. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i nostri bambini e ragazzi nei confronti delle difficoltà, le sofferenze, le vite diverse di molti bambini e ragazzi di ogni parte del mondo.

Unchildren sta per “negazione all’infanzia”: un diritto fondamentale e inalienabile.

Per i contenuti ed i temi affrontati nella mostra si consiglia particolare attenzione nell’esporla nelle scuole elementari.
La mostra è partita da Palazzo Marino a Milano in occasione del ventennale della dichiarazione ONU dei diritti dell’infanzia. La seconda tappa è stata a Roma alla Sala Santa Rita del Comune, a Palazzo Ducale di Genova e a Bruxelles nella Sala Conferenze della CE.

Si cercano scuole, ma anche comuni associazioni,biblioteche, etc…, chiunque sia interessato ad ospitare la mostra, chiunque abbia voglia di partecipare, e la cui collaborazione è indispensabile e preziosa per raggiungere un buon risultato.

Il progetto prevede che si possa ospitare la mostra per una settimana.

Intervita e i bambini raccontano le mamme di oggi

Intervita ha coinvolto 1500 bambini di Milano, Napoli e Palermo per raccontare chi sono le loro madri, che problemi vivono nel quotidiano, cosa amano fare e cosa le rende tristi, concludendo con un percorso sull’individuazionedei diritti che dovrebbero essere garantiti. Da questa indagine nasce lo strumento fondamentale della campagna: il Rapporto sullo stato della mamma di oggi, visto da una prospettiva inedita, quella dei bambini!
A uscire da questo rapporto è un Paese in cui tante sono le madri in difficoltà, spesso il punto più fragile della famiglia, private dei diritti fondamentali.

Aiutare queste donne è l’obiettivo finale della campagna lanciata da Intervita. Simbolo della campagna di sensibilizzazione e alleato prezioso è la simpatica Maya, il cui nome deriva dal greco madre, una sagoma femminile contrassegnata dal cuore arancio di Intervita che ci aiuterà a portare lontano il nostro messaggio: “Mia Mamma è (anche) una donna”.
Il contributo raccolto grazie a Maya permetterà ad Intervita di realizzare azioni concrete per offrire a tante donne italiane la possibilità di crearsi un futuro migliore!

Mia Mamma è (anche) una donna” parte dall’assunto che per i bambini il concetto di madre sia totalizzante rispetto a quello di donna. Sia le bambine sia i bambini, infatti, faticano a riconoscere nella mamma una figura di donna, dotata di desideri e diritti propri. È solo quando proiettano e sovrappongono l’immagine delle figure femminili estranee al nucleo familiare e sociale di riferimento – come donne dello spettacolo, dive di fiction e cinema – sulle proprie madri che queste iniziano ad acquisire i desideri e i diritti che invece i figli riconoscono senza problemi a tutte le donne che “non sono la propria mamma”.
Intervita parte da qui per raccontare l’universo familiare e femminile con le parole dei bambini. L’obiettivo è far emergere la loro riflessione sul binomio mamma-donna e scattare una fotografia del qui e ora, relativamente al ruolo della madre, per denunciare che ancora molta strada c’è da fare perché alcuni dei diritti inalienabili siano garantiti a tutte le madri del nostro Paese.