Festa della donna? No, festa per la donna

08 marzo 2013- di

In alcune parti del mondo l’emancipazione femminile non esiste. Le donne sono escluse dalla formazione scolastica e dalla vita sociale, vengono sfruttate e abusate.
Da adulte non hanno la possibilità di trovare un lavoro, emanciparsi e garantire a sé stesse e ai propri figli cibo e cure mediche.
Vivono in funzione dell’uomo a cui appartengono.

Quelle ragazzine che riescono a frequentare una scuola, con la speranza di costruire un futuro diverso, ogni giorno subiscono molestie sessuali, spesso proprio da chi dovrebbe difenderle: gli insegnanti. Sfruttano la propria autorità, le ricattano in cambio di trattamenti privilegiati o le minacciano con punizioni o cattive valutazioni. Riescono a forzare l’ingenuità di bambine e adolescenti rubando loro per sempre il sorriso.
Ribellarsi è impossibile; sono consapevoli che le denunce portano raramente a un procedimento giudiziario. La legislazione formalmente esiste, con pene severe previste per chi commette questi atti, ma raramente viene applicata perché è un tema poco prioritario. Le donne sono un tema poco prioritario.
Qualcosa per cui rabbrividire.

Alcune di noi donne moderne, festeggiano la festa della donna andando a vedere uno strip, infilando banconote nei tanga impregnati di olio e urlando come se ci fossimo affacciate ieri al mondo. Fanno baldoria come se non fosse concesso di uscire se non l’8 marzo, si scatenano come se non ci fosse una dignità, portano con sé le proprie figlie adolescenti regalando loro una visione distorta della vita e del concetto di donna.
Qualcosa per cui rabbrividire.

Festa per la donna e non festa della donna

L’8 marzo è una festa della donna in tutto il mondo, ma non lo è per le decine di milioni di bambine e adolescenti che sono costrette a rinunciare all’infanzia, alla scuola e alla propria libertà per sposarsi o perché viene loro tolta con le molestie.

Non tutti rabbrividiscono stando a guardare. Alcuni – fortunatamente – agiscono in maniera concreta.

Intervita lotta per garantire il pieno esercizio di diritti e libertà fondamentali alle donne, nel rispetto dei diritti civili, mediante lo sradicamento di tutte le tipologie di discriminazione e degli stereotipi di genere. Il progetto di sensibilizzazione parte dal Benin ed è rivolto a studenti e insegnanti.
Conferenze dal titolo: “Molestie sessuali in ambito scolastico: manifestazioni, conseguenze, prevenzione e repressione”. L’obiettivo è ricordare la responsabilità e la funzione educativa e sociale degli insegnanti e soprattutto incoraggiare le vittime a denunciare e reagire.
Informare per prevenire.

L’UNICEF lancia iniziative atte a contrastare il fenomeno dei matrimoni precoci.  Il progetto Bambine, NON spose nasce per favorire l’accesso all’istruzione primaria per tutte le bambine e assistono i governi dei Paesi in via di sviluppo nell’elaborazione di norme più rispettose dei diritti delle bambine e delle donne e sensibilizzando le comunità locali. Noi domani, per la festa della donna, possiamo far circolare l’hashtag #8marzodellebambine su Twitter.

Ora ognuna di noi può scegliere da che parte stare. Rabbrividire, festeggiare o agire affinché le donne abbiano tutte qualcosa da festeggiare.
Perché sia una festa per la donna e non una festa della donna.