Anch’io voglio due mamme!

Tutte le sere, prima di andare a dormire, mio figlio mi chiede di leggergli il libro verde, quello di Peter Pan. C’è una parte che mi piace particolarmente.
È quando Wendy spiega ai bimbi sperduti, che in quanto tali non lo sanno, cosa sia una mamma. «Una mamma, una vera mamma, è la cosa più bella che ci sia al mondo». Ogni volta che leggo questa frase, sorrido. Sì perché penso, se davvero la mamma è la cosa più bella del mondo, quanto deve essere bello averne addirittura due?
Lo so, può darsi che sia solo un misero tentativo di autocompiacimento ma quando vedo i diversi modi che io e la mia compagna abbiamo per esprimere il nostro essere madri, di donarci a nostro figlio, non posso fare a meno di chiedermi: e se nell’essere così diverse come donne e mamme, avessimo raggiunto il giusto equilibrio?

Il lavoretto dello scorso anno di nostro figlio

È come se avessimo interiorizzato l’essere genitori delle nostre mamme, lo avessimo poi condito con le nostre personalità e il nostro vissuto, lo avessimo mischiato con il nostro essere donne in coppia, con il risultato stupefacente di una sintesi perfetta di due tipologie di donna diverse ma complementari. Nostro figlio cresce con due donne, due opposti esempi femminili a cui lui si avvicina con modalità distinte, pur riconoscendogli medesima dignità e valore. Insieme rappresentiamo la stabilità, la compensazione, femminile. Due prospettive diverse dello stesso paesaggio. Due angolazioni della stessa stanza. Una visione più completa. E questo mi piace, in linea di principio, anche come insegnamento di vita. Non si può mai dire di aver capito qualcosa senza averla osservata da diversi punti di vista. E calcolando che lui sarà un uomo, avere questo quadro completo del mondo femminile unito ad una buona capacità di osservazione, mi sembra una marcia in più, un valore aggiunto non da poco e non comune.

Vediamola poi dal punto di vista del bambino: se litigo con una mamma, posso sempre andare dall’altra. Se una mamma è a lavoro, ma necessito di un riferimento femminile, che importa ne ho un’altra! E se oggi proprio non ci capiamo? Ho il mio piano B!

Tempo fa la figlia di una mia amica, guardandoci in televisione in un programma dove siamo state ospiti una volta, le ha detto: «Anch’io voglio due mamme!». E pensare che c’è chi sostiene che i bambini siano cattivi e offensivi. Certe volte penso che a molti di noi avrebbe fatto bene avere un altro riferimento genitoriale femminile per ridimensionare o meglio comprendere la figura della mamma, che spesso, in quanto unica, viene (a seconda dei casi) idealizzata o denigrata. Ecco, il secondo polo ha questo di vantaggio: ci restituisce una giusta prospettiva. Una seconda figura regala un terzo occhio. E forse un’altra possibilità ai nostri figli. Non ci lamentiamo sempre noi donne che gli uomini non ci capiscono? E se crescendo con due donne, nostro figlio avesse delle informazioni che saranno utili a lui e alle donne che incontrerà?

E quindi, se avere due mamme invece di destare stupore o alimentare disapprovazione, suscitasse ammirazione, sarebbe poi così brutto? Perché è questo che a noi capita fuori dalle mura domestiche. Al parco, in spiaggia, a scuola, sono sorrisi e apprezzamento quelli che incontriamo, nei volti e nei gesti  delle persone, come dei genitori degli altri bimbi. E anche le maestre si rapportano a noi esattamente come con qualunque altra famiglia. Nessuno ci ha mai fatto sentire giudicate o sbagliate, come coppia o come mamme. Probabilmente perché da vicino non sembriamo così incomprensibili come sulla carta.

Per questo, già lo so, domani quando andrò a prendere nostro figlio a scuola, ci sarà un regalo pronto per noi: l’immancabile lavoretto che si fa per la festa della mamma, nel nostro caso declinato al plurale, come quello dello scorso anno. Alle mie mamme. Senza clamori, come fosse la cosa più naturale del mondo. Come è di fatto per lui.

Sarà poi nostro figlio un giorno a darci il suo punto di vista, a dirci se davvero due mamme sono meglio di una. Sarà interessante sapere che ne pensa. Fino ad allora, godiamoci la nostra versione.

(Buona festa a voi, da mamme a mamme).