Il papà per scoprire il mondo

«Papà, mi ascolti?», «Papà, mi difendi tu?», “Papà, mi proteggi?», «Papà, ci sei?». Sono domande che leggiamo tutti i giorni negli occhi spalancati dei bambini ancor prima che nelle loro parole. Perché il papà è una presenza indispensabile nella loro vita, fin dall’inizio.

E alla vigilia della festa del 19 marzo accantoniamo il consumismo dei regali e facciamo una riflessione: chi è il papà di oggi visto che, negli ultimi tempi, la sua figura, come simbolo di autorità, è stata rifiutata? È l’uomo che cambia i pannolini, provvede economicamente e trova sempre il tempo per giocare? Molto di più. È lui che interrompe la simbiosi tra la madre e il bambino e crea un ponte con il mondo.

Già da neonato, quando lo accoglie fra le sue braccia e lo pone sul petto della mamma. Il papà è l’altro odore della vita. È con lui che il bambino comincia il rapporto con la realtà fuori da sé. Il papà rappresenta il mondo esterno: concilia, educa alle regole e all’organizzazione, difende, accompagna, fa da guida per orientarsi nella società.

Se offre esempi di tutela amorosa, di coraggio, di energia, di libertà, i bambini prima e i ragazzini poi lo vivranno come modello e cercheranno la sua autorevolezza in tutte le figure morali, politiche e culturali con le quali entreranno in contatto.

Gli insegnanti prima di tutto. Direte che tutte queste cose le insegna anche una madre. Sì, ma lei è la figura primaria nel microcosmo familiare, mentre il papà accompagna i figli nel macrocosmo sociale. Un compito importantissimo. Per questo la sua festa va celebrata con gioia e consapevolezza. Ricordando che in ogni famiglia, unita o allargata, di fatto, affidataria o adottiva, mista o monoparentale, il ruolo del papà rappresenta un insostituibile aggancio alla realtà. Alla vita.

Tratto da il bambino, il giornale per le mamme e i papà di Donna Moderna